giovedì 20 Giugno 24

Stadio Iacovone, Stellato: “Valutiamo con realismo la ristrutturazione in vista dei Giochi del Mediterraneo”

L’esponente di Italia Viva auspica una riflessione serena sulle infrastrutture necessarie per l’evento sportivo che si svolgerà nel 2026

“A distanza di due settimane dall’incontro che il sindaco di Taranto ha avuto sui Giochi del Mediterraneo con i ministri della Coesione territoriale e dello Sport, ancora non abbiamo nessuna notizia su quando arriveranno i 150 milioni di euro che, un anno fa, sono stati deliberati con il decreto legge Sostegni Ter”. – Così il consigliere comunale Massimiliano Stellato –  “Siamo a marzo 2023, il tempo scorre e per un evento di rilievo internazionale come i Giochi del Mediterraneo, che nel 2026 dovrebbe richiamare a Taranto migliaia di atleti, con le loro delegazioni, dei 26 Paesi del bacino mediterraneo, occorrono certezze. Subito. Il fatto che sia trascorso tanto tempo senza che sia stato erogato un solo euro di quelle risorse, non è affatto secondario”.

Secondo Stellato non si può sostenere che per l’evento ci siano ancora tre anni, perchè si tratta di attivare una macchina amministrativa e tecnica molto complessa. “Progettazioni, bandi di gara, tempi di aggiudicazione e costruzione, verifiche e collaudi, al netto di eventuali ricorsi. Perché purtroppo, in Italia, anche le opere che si ritengono prioritarie, persino quelle che possono utilizzare norme semplificate, non hanno sempre un cammino agevole”. Inoltre, sottolinea come non si possa non essere preoccupati rispetto a quanto si registra perché i cantieri ancora non sono iniziati.

“Come ovviare allora? C’è chi ha proposto una task force o la nomina di un commissario per dare speditezza, nei tre anni che mancano ai Giochi del Mediterraneo, a tutto quello che necessita di essere velocizzato. Non entro nel merito di questa proposta”. – Afferma Stellato – “Dico però che una riflessione serena sulle infrastrutture necessarie per i Giochi, dobbiamo farla tutti insieme. E farla senza dividerci o pensare magari che chi propone un’alternativa è contro Taranto o non vuole che i Giochi si facciano. No, non è così, anzi proprio perchè tutti vogliamo che i Giochi si svolgano a Taranto e abbiano successo – perchè saranno una vetrina mondiale per la città – che questa riflessione ponderata va fatta”.

Il consigliere comunale pone il tema dello stadio e sulla volontà di farne uno nuovo nel rione Salinella e si pone una domanda. “In vista dei Giochi del 2026 abbiamo i tempi per costruirlo? Io sono, al momento, scettico. Probabilmente basterebbe chiedere ad un qualsiasi imprenditore edile che un programma così impegnativo, non lo si svolge in tre anni, forse nemmeno tenendo aperti i cantieri di notte. Un approccio realistico, penso, dovrebbe portare a valutarci ipotesi diverse, più fattibili, meno lunghe sul piano dei tempi e meno dispendiose sul piano economico”. – Afferma Stellato –“E un’ipotesi diversa è quella di sottoporre ad un grande e accurato restyiling l’attuale stadio. Non un maquillage di facciata, ma una riqualificazione strutturale, magari affidata ai migliori tecnici in materia. Non si tratterebbe di buttare nel cestino l’idea del nuovo stadio ma di metterla per ora in stand – by partendo da tre elementi: risorse, che ancora non ci sono; tempi di definizione progettuale, iter autorizzativi e costruzione; necessità del Taranto Calcio che ha da subito il problema di trovarsi uno stadio alternativo, privandosi però del sostegno in casa dei suoi tifosi e dei suoi supporter”.

Secondo delle stime, l’infrastruttura dei Giochi richiederà almeno ulteriori 100 milioni, e per Stellato quello che si risparmierebbe dalla costruzione dello stadio nuovo potrebbe esser riprogrammato su altri impianti. “Uno stadio rimesso a nuovo, efficientato, reso moderno, sicuro, riattrezzato, non credo che non  porti un vantaggio alla più complessiva riqualificazione del quartiere Salinella. Ripeto: non sto dicendo di cestinare l’idea del nuovo stadio, ma solo di ripensarla in virtù di un approccio realistico al problema dei Giochi”. – Evidenzia Stellato – “D’altra parte, riflettere e riprogrammare è quanto sta facendo il Governo, e proprio il ministro Fitto, con i fondi del Recovery Plan europeo. In quel caso perché il Recovery é stato messo in cantiere con la pandemia e molto prima della guerra e dell’emergenza costi dell’energia, due fattori, questi, che hanno letteralmente cambiato il mondo”. – Conclude il consigliere comunale – “Nel nostro caso, invece, perchè non abbiamo ancora certezza di risorse e le lancette dell’orologio stanno andando avanti. Ecco perchè ho parlo di approccio pragmatico e realista. Non si cancellano o risparmiano le risorse ma si usano diversamente riconfigurando scelte, priorità e modalità  operative”. 

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