venerdì 19 Aprile 24

Turco: “Anche Arpa Puglia chiede VIIAS. La città non merita lo scudo penale”

Per il senatore tarantino, introdurre a Taranto questa misura significherebbe dar vita a un nuovo modello produttivo realmente green per il Paese

“Quest’oggi durante l’audizione presso la commissione industria del Senato, Arpa Puglia ha affermato la necessità di assoggettare ex Ilva alla Viias (Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario), al fine di prevenire danni all’ambiente circostante e alla salute dei cittadini”.  Così il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Mario Turco.

Il partito è soddisfatto di vedere che le istituzioni preposte ai controlli, ai vari livelli, iniziano a guardare nell’unica direzione possibile, volendo introdurre misure preventive che garantiscono maggiore tutela e sicurezza di un territorio martoriato da troppo tempo.

“Chiediamo, pertanto, che il governo accolga la proposta di legge del M5S contenente la Viias, già depositata in Senato da tempo. Attuare questo sistema di prevenzione significherebbe anteporre la valutazione di rischio ambientale e sanitario e non posporla come avviene oggi, quando purtroppo il danno è compiuto”. –  Afferma Turco – “In più, chiediamo che questo sia esteso a tutti i siti industriali d’interesse strategico nazionale a forte impatto ambientale e sanitario. Lo strumento della Viias è fondamentale per realizzare processi produttivi realmente ecosostenibili”.

Secondo il Senatore Turco, introdurre a Taranto questa misura, accanto alla revisione degli inquinanti (D.Lgs. 155/2010) in armonia con le raccomandazioni Osm, significherebbe dar vita a un nuovo modello produttivo realmente green per il Paese.

“In simmetria alle considerazioni espresse da Arpa Puglia, ribadiamo la nostra ferma contrarietà alla reintroduzione dello scudo penale in favore del siderurgico di Taranto”. – Conclude Turco – “È arrivato il momento di attuare la transizione ecologica, ed è proprio alla politica e alle istituzioni che tocca compiere il primo passo: il Governo Meloni se ne faccia una ragione”.

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