Legambiente ha scritto al MASE denunciando come siano decorsi quattro mesi dalla presentazione da parte di Acciaierie d’Italia dell’aggiornamento dello studio di valutazione di impatto sanitario, senza che -nella documentazione presente sul sito del Ministero dell’Ambiente- risulti pubblicata la relativa valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità
La presentazione dell’aggiornamento è avvenuta infatti con comunicazione del 4 novembre 2025, in ottemperanza alla prescrizione numero 2 del Parere Istruttorio Conclusivo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata il 25 luglio 2025 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 4 agosto 2025. La prescrizione sanciva per l’azienda l’obbligo a presentare improrogabilmente entro 3 mesi dall’emanazione del provvedimento di rinnovo dell’AIA, all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per le relative valutazioni e all’Autorità di controllo, l’aggiornamento dello studio di valutazione dell’impatto sanitario, integrato con i dati relativi: a. alle emissioni degli inquinanti NO2 ed SO2 del siderurgico; b. alle emissioni della centrale termoelettrica AdI Energia S.r.l.; c. alla valutazione per esposizione cutanea per gli arenili; d. alle valutazioni degli scenari di esposizione in zone ricreative (parchi, giardini e cortili). La stessa prescrizione dispone che, entro i successivi 30 giorni dal ricevimento dei dati, l’ISS trasmetta gli esiti delle relative valutazioni all’Autorità competente e che, in caso di parere negativo da parte dell’ISS, sia avviato quanto previsto dall’articolo 29-decies, comma 9, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. anche in conformità alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 25/06/2024. Nella sua lettera Legambiente sottolinea come il termine di 30 giorni attribuito all’Istituto Superiore di Sanità sia abbondantemente decorso e ancora non si conoscano le valutazioni dell’Istituto Superiore di Sanità né – tantomeno – se l’ISS abbia richiesto ad Acciaierie d’Italia integrazioni documentali e se le stesse siano state trasmesse e quando. Per Legambiente la prescrizione n. 2 dell’A.I.A. non può in alcun modo essere disattesa. Per questo l’associazione ha richiesto al Ministero dell’Ambiente che si provveda alla pubblicazione delle valutazioni dell’ISS, se sono pervenute, o delle eventuali richieste di integrazione documentale, se sono state effettuate, e delle relative rispose da parte di Acciaierie d’italia. Inoltre, considerato il tempo trascorso, pari a quattro volte quello previsto, e l’importanza della prescrizione ai fini della tutela della salute di cittadini e lavoratori, in assenza di parere positivo dell’ISS sull’aggiornamento della valutazione di impatto sanitario, Legambiente ha chiesto al Ministero dell’Ambiente che venga disposto l’immediato avvio delle procedure che prevedono la sospensione delle attività, fino alla revoca della autorizzazione e alla chiusura degli impianti, per scongiurare il rischio di esporre i lavoratori ed i cittadini di Taranto – ed in particolare quelli del quartiere Tamburi, più prossimo allo stabilimento- ad emissioni inquinanti che possano essere giudicate ex post inaccettabili. La recente sentenza del Tribunale di Milano, anche in conseguenza del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del giugno 2024, disapplica parzialmente l’AIA, relativamente ad alcune prescrizioni, imponendone il loro adeguamento, pena la sospensione a far data dal 24 agosto 2026 dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico. Un parere negativo dell’Istituto Superiore di Sanità sull’aggiornamento della valutazione di impatto sanitario, per cui non venga assicurata l’assenza di rischi inaccettabili per la salute, per Legambiente, implicherebbe l’immediata sospensione delle attività disciplinate dall’attuale A.I.A.


