lunedì 22 Luglio 24

Avviato il tavolo tecnico per il servizio di continuità assistenziale

Per il direttore generale Colacicco questo incontro “rappresenta un momento importante di partecipazione di tutti gli attori coinvolti, per garantire la predisposizione di un futuro modello organizzativo efficiente, condiviso, sia per gli operatori sanitari che per la cittadinanza”

È stato avviato un tavolo tecnico dalla Direzione generale e la Direzione sanitaria di Asl Taranto quale passaggio concomitante con il trasferimento disposto lo scorso 9 gennaio della sede del servizio di continuità assistenziale, dagli ambulatori in Viale Magna Grecia 418 ai nuovi locali ubicati al Santissima Annunziata, negli spazi prima adibiti al Cup.

Oltre al direttore generale e al direttore sanitario di Asl Taranto, hanno partecipato all’incontro i rappresentanti dei medici in organico presso il Pronto Soccorso del Santissima Annunziata e dei medici del servizio di guardia medica, la direzione medica di presidio, il responsabile del rischio clinico e del 118, i referenti delle associazioni di categoria tra i quali il presidente dell’Ordine dei medici, i rappresentanti delle federazioni di categoria dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale, dei medici autonomi e delle professioni sanitarie infermieristiche (FIMP, FIMMG, SNAMI, OPI).

L’obiettivo della concertazione, nel medio-lungo termine, è quello di individuare un modello organizzativo funzionale, nell’ambito del quale si possa prevedere un ampliamento delle prestazioni della continuità assistenziale, affinché il servizio di “guardia medica” possa funzionare come filtro dei codici di urgenza bianchi e verdi, decongestionando il pronto soccorso. Inoltre, i nuovi locali della continuità assistenziale sono tecnicamente più funzionali e garantiscono maggiore sicurezza agli operatori.

“L’avvio di questa concertazione – dichiara Vito Gregorio Colacicco, direttore generale Asl Taranto – rappresenta un momento importante di partecipazione di tutti gli attori coinvolti, per garantire la predisposizione di un futuro modello organizzativo efficiente, condiviso, sia per gli operatori sanitari che per la cittadinanza. Abbiamo provveduto a informare anche il Prefetto, proprio come segno di compartecipazione con le istituzioni”.

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