venerdì 23 Febbraio 24

Crisi sistema sanitario, Solazzo (Cisl Ta/Br): “Invertire il trend territoriale”

Rilevante l’emergenza a partire dai Pronto Soccorso

Sanità pubblica a rischio collasso e sistemi sociosanitari ineguali in Italia, al centro della nota a firma del segretario generale Cisl Taranto Brindisi Gianfranco Solazzo.

 

“Si parla di sistemi integrati da ridisegnare dando risposte ad un Paese la cui variabile anagrafica,  – spiega Solazzo – ovvero la bassa natalità da un canto e il maggior tempo di vita di donne e uomini dall’altro, al Sud in particolare, pone già nuovi bisogni a partire da una nuova cultura della prevenzione, della cura e dell’assistenza. Salvare, dunque, la sanità pubblica ed il sistema sociosanitario pubblico – aggiunge il segretario Cisl – significherà rilanciare la medicina territoriale e valorizzare la casa del paziente come prima sede di cura, giacché non ci saranno mai risorse umane sufficienti, neppure quando si riuscissero ad assumere i circa 70mila infermieri che oggi mancano, per mettere al sicuro il servizio sanitario ospedaliero; senza tacere, inoltre, sulla penuria aggiuntiva di medici e di altre professionalità”.

 

Particolarmente rilevante l’emergenza sanitaria a partire dai Pronto Soccorso “legata alla mancanza di personale, peraltro a rischio di demotivazione in quanto bersaglio sempre più spesso della frustrazione di pazienti o loro familiari” oltra al fatto che “al senso di responsabilità e abnegazione al dovere non corrisponda un riconoscimento economico adeguato”,

 

A questo scopo secondo Solazzo “il PNRR e il DM 77 hanno previsto Case di comunità (CDC) vero fulcro della nuova rete territoriale, dove i cittadini potranno trovare assistenza h24 grazie ad un modello organizzativo integrato e multidisciplinare, con équipe costituite da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri di famiglia e tutti gli altri professionisti coinvolti nel processo di cura”.  “Ecco, dunque, – aggiunge il segretario –  un efficace filtro per accogliere quei pazienti che richiedono cura e assistenza, che oggi trovano sfogo nei Pronto soccorso”. altrettanto indispensabile l’Assistenza domiciliare integrata, altro obiettivo del PNRR, per cui entro il 2026 il 10% degli ultra 65enni andranno curati a casa”.

“Ad oggi l’Italia è fanalino di coda in Europa nelle cure a casa e parte da un modestissimo 2,9% di anziani assistiti con 16 ore in media di assistenza per persona all’anno, mentre ne servirebbero almeno 20 al mese ciascuno. – precisa Solazzo – Solo la Germania è in cima alla lista europea con circa il 15,6% delle persone anziane assistite a casa, mentre in Puglia, nel 2021, si era solo all’1,91%,  atteso il dato delle persone anziane che una volta curate, restano “parcheggiate” nei reparti di ospedale perché non hanno familiari disponibili ad accoglierli”.

“Mentre a Taranto e a Brindisi il dibattito verte sulla mancanza di risorse per terminare nuove strutture ospedaliere, persino di costruirne altre ancora, – conclude Solazzo – il mondo va avanti, i bisogni sociosanitari cambiano”. “Sarebbe un positivo segnale di controtendenza erogare, entro il 31 gennaio prossimo come garantito dall’Assessore Regionale pugliese alla Sanità Rocco Palese e dal Direttore del Dipartimento alla salute Vito Montanaro, la premialità Covid ai lavoratori della Sanitaservice e agli autisti del 118 dipendenti dalle associazioni di volontariato, operanti rispettivamente nella Asl/TA e nella Asl/BR”.

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