sabato 15 Giugno 24

Crisi sistema sanitario, Solazzo (Cisl Ta/Br): “Invertire il trend territoriale”

Rilevante l’emergenza a partire dai Pronto Soccorso

Sanità pubblica a rischio collasso e sistemi sociosanitari ineguali in Italia, al centro della nota a firma del segretario generale Cisl Taranto Brindisi Gianfranco Solazzo.

 

“Si parla di sistemi integrati da ridisegnare dando risposte ad un Paese la cui variabile anagrafica,  – spiega Solazzo – ovvero la bassa natalità da un canto e il maggior tempo di vita di donne e uomini dall’altro, al Sud in particolare, pone già nuovi bisogni a partire da una nuova cultura della prevenzione, della cura e dell’assistenza. Salvare, dunque, la sanità pubblica ed il sistema sociosanitario pubblico – aggiunge il segretario Cisl – significherà rilanciare la medicina territoriale e valorizzare la casa del paziente come prima sede di cura, giacché non ci saranno mai risorse umane sufficienti, neppure quando si riuscissero ad assumere i circa 70mila infermieri che oggi mancano, per mettere al sicuro il servizio sanitario ospedaliero; senza tacere, inoltre, sulla penuria aggiuntiva di medici e di altre professionalità”.

 

Particolarmente rilevante l’emergenza sanitaria a partire dai Pronto Soccorso “legata alla mancanza di personale, peraltro a rischio di demotivazione in quanto bersaglio sempre più spesso della frustrazione di pazienti o loro familiari” oltra al fatto che “al senso di responsabilità e abnegazione al dovere non corrisponda un riconoscimento economico adeguato”,

 

A questo scopo secondo Solazzo “il PNRR e il DM 77 hanno previsto Case di comunità (CDC) vero fulcro della nuova rete territoriale, dove i cittadini potranno trovare assistenza h24 grazie ad un modello organizzativo integrato e multidisciplinare, con équipe costituite da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri di famiglia e tutti gli altri professionisti coinvolti nel processo di cura”.  “Ecco, dunque, – aggiunge il segretario –  un efficace filtro per accogliere quei pazienti che richiedono cura e assistenza, che oggi trovano sfogo nei Pronto soccorso”. altrettanto indispensabile l’Assistenza domiciliare integrata, altro obiettivo del PNRR, per cui entro il 2026 il 10% degli ultra 65enni andranno curati a casa”.

“Ad oggi l’Italia è fanalino di coda in Europa nelle cure a casa e parte da un modestissimo 2,9% di anziani assistiti con 16 ore in media di assistenza per persona all’anno, mentre ne servirebbero almeno 20 al mese ciascuno. – precisa Solazzo – Solo la Germania è in cima alla lista europea con circa il 15,6% delle persone anziane assistite a casa, mentre in Puglia, nel 2021, si era solo all’1,91%,  atteso il dato delle persone anziane che una volta curate, restano “parcheggiate” nei reparti di ospedale perché non hanno familiari disponibili ad accoglierli”.

“Mentre a Taranto e a Brindisi il dibattito verte sulla mancanza di risorse per terminare nuove strutture ospedaliere, persino di costruirne altre ancora, – conclude Solazzo – il mondo va avanti, i bisogni sociosanitari cambiano”. “Sarebbe un positivo segnale di controtendenza erogare, entro il 31 gennaio prossimo come garantito dall’Assessore Regionale pugliese alla Sanità Rocco Palese e dal Direttore del Dipartimento alla salute Vito Montanaro, la premialità Covid ai lavoratori della Sanitaservice e agli autisti del 118 dipendenti dalle associazioni di volontariato, operanti rispettivamente nella Asl/TA e nella Asl/BR”.

Articoli Correlati

Puglia, al via la campagna di contrasto agli incendi boschivi

Importante la collaborazione dei cittadini nella tempestiva segnalazione al numero ambientale 1515 Nell'ambito dei compiti istituzionali dei Carabinieri Forestali, ed a seguito dell'accordo sottoscritto con...