La Cgil denuncia: “Il comparto rischia di scomparire”. Carenze di personale in 18 comandi militari. La Regione Puglia pronta ad aprire un tavolo tecnico
La seconda realtà produttiva di Taranto rischia il collasso. Il comparto Difesa della città pugliese, strategico per l’economia e la sicurezza nazionale, sta affrontando una crisi senza precedenti con una carenza di circa mille unità di personale. L’allarme arriva dalla Cgil che nei giorni scorsi ha incontrato l’assessore regionale Serena Triggiani per discutere della vertenza.
“È una situazione logorante che si protrae da oltre dieci anni”, denuncia Giovanni D’Arcangelo, segretario della Cgil Taranto. I numeri sono impietosi: solo l’Arsenale registra un deficit di 550 dipendenti, mentre Marigenimil e Marinastanav contano rispettivamente 42 e 186 unità in meno. La crisi investe 18 comandi militari che rappresentano un patrimonio di competenze uniche nel loro genere: dalla manutenzione dei sistemi d’arma alla gestione dei bacini navali, fino ai sistemi subacquei. “Senza nuove assunzioni, tutto questo know-how rischia di andare perduto”, avverte Cosimo Sardelli, segretario generale della Fp Cgil.
La questione non riguarda solo l’occupazione. Come sottolinea Pietro Avellino del coordinamento Difesa, “l’emergenza organico rappresenta una vera criticità per la sicurezza e la prontezza operativa del comparto, soprattutto nell’attuale contesto geopolitico”. Un paradosso, considerando che gli accordi europei prevedono lo scorporo delle spese militari dal Patto di Stabilità.
L’assessore Triggiani ha accolto l’appello sindacale, impegnandosi a promuovere l’istituzione di un tavolo tecnico regionale. L’obiettivo è coordinare un’azione condivisa tra le istituzioni per salvaguardare quello che Sardelli definisce “una risorsa strategica per l’intero Paese”.