“Se qualcuno pensa che il piano di riduzione del rischio non cancerogeno non debba essere presentato perché c’è una cessione in atto, è fuori strada. Anzi, serve proprio a tutela degli investitori, per dimostrare che quanto diciamo corrisponde a dati reali e non a fantasie”
“Taranto non può più essere considerata una terra di sacrificio”. Il sindaco Piero Bitetti interviene così, ai microfoni di Radiocor, sull’ordinanza che impone a Acciaierie d’Italia lo stop alla centrale termoelettrica che alimenta gli impianti dell’ex Ilva entro 30 giorni.
Il provvedimento, spiega il primo cittadino, è stato adottato “con molta responsabilità” e si fonda su una norma regionale che prevede la presentazione di un piano specifico. “Stiamo semplicemente chiedendo che venga presentato: è sufficiente questo per continuare a tenere in marcia quegli impianti”, sottolinea. Al centro della decisione, la mancata consegna del piano di riduzione del rischio non cancerogeno legato alle emissioni di arsenico, cobalto e nichel.
Bitetti respinge anche l’ipotesi che la procedura di vendita in corso possa giustificare il ritardo. “Se qualcuno pensa che non debba essere presentato perché c’è una cessione in atto, è fuoristrada. Anzi, il piano serve proprio a tutela degli investitori, per dimostrare che quanto diciamo corrisponde a dati reali e non a fantasie”.



