domenica 14 Luglio 24

Ex Ilva, Melucci: “Spegniamo l’area a caldo al 2030. Svolta impegnativa, ma ancora possibile”

“Ora Governo e Regione garantiscano la comunità ionica per la fase successiva alla gara per l’assegnazione dei compendi aziendali”

Dopo il confronto di alcuni giorni fa con i Commissari di Ilva in AS, martedì si è tenuta un’importante riunione a Palazzo di Città tra i vertici dell’Amministrazione comunale e i Commissari di Acciaierie d’Italia SpA, per fare il punto sugli attuali scenari dello stabilimento siderurgico di Taranto.

“L’illustrazione del lavoro compiuto in relazione alla valutazione dell’impatto sanitario e la condivisione dei contenuti sostanziali del bando di gara in preparazione, ai fini del raggiungimento entro il 2030 della totale decarbonizzazione della fabbrica, rappresentano dei punti di ripartenza per una rispettosa relazione con la comunità ionica”. Lo ha dichiarato a margine dell’incontro il Sindaco Rinaldo Melucci.

Sapere che, come sollecita il Comune di Taranto dal 2017 in avanti, specie alla luce delle politiche europee vigenti, delle recenti sentenze della Corte europea e finanche nella prospettiva delle disponibilità finanziarie di cui al Regolamento per la transizione giusta, è intenzione ormai consolidata nelle discussioni tecniche e istituzionali, a tutti i livelli, che al 2030 si dovrà marciare coi soli forni elettrici è un buon viatico per stemperare i contenziosi giudiziali e collaborare positivamente col territorio.

Un territorio che, dinnanzi alla prospettiva di spegnere definitivamente gli assai inquinanti altiforni, si rende disponibile a valutare le condizioni tecnico-economiche per le forniture di gas. – Continua il sindaco -Tuttavia, ci aspettiamo anche dal Governo e dalla Regione Puglia che si insedi in fretta il tavolo per garantire a Taranto che quella idea industriale e le sue implicazioni occupazionali non restino sulla carta, che la vicenda delle bonifiche, del decommissioning delle aree non più funzionali, della deperimetrazione del SIN in favore delle attività produttive altre, delle eventuali compensazioni alla comunità e dell’impiego più oculato delle risorse europee destinate in via esclusiva al nostro ambito territoriale non cadano nel dimenticatoio, una volta che lo Stato lascerà il posto ai conduttori privati dello stabilimento siderurgico.

Ribadisco quanto evidenziato in questi giorni di interlocuzioni: se si vuole evitare lo spettro di una nuova Bagnoli e si vogliono scongiurare futuri conflitti con i privati, deve essere Taranto a determinare la linea di sviluppo e le regole della relazione, con l’aspetto della salute umana al centro di ogni scelta strategica. – Conclude Melucci – Chiunque si dovesse aggiudicare la gara in preparazione, se è disposto a confrontarsi con la comunità attuando tutti quegli interventi a salvaguardia della salute e dell’ambiente, troverà collaborazione.”

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