venerdì 19 Aprile 24

Giochi del Mediterraneo. L’Ordine degli architetti contro Melucci: “Non rispettati gli accordi”

L’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Taranto attacca il Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo 2026: “Stiamo mostrando un quadro deludente a livello internazionale”

Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato a firma del Consiglio dell’Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Taranto sul mancato rispetto degli accordi riguardanti i Giochi del Mediterraneo 2026.

“Il giorno 16 novembre 2022, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Taranto viene invitato, nella sede legale in P.zza Municipio, dal Direttore Generale del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, per la firma di un Protocollo di Intesa.

Negli intenti del Comitato Organizzatore vi è la necessità di bandire un Concorso di progettazione, della tipologia a due gradi, per la realizzazione della Piscina Olimpica, presentata come un’opera pubblica rappresentativa dell’evento internazionale, consistente in uno Stadio del Nuoto, economicamente ed ecologicamente sostenibile, integrato nel tessuto urbano ricco di testimonianze archeologiche.


La spontanea richiesta di coinvolgimento viene positivamente accolta dal Consiglio dell’Ordine che ha letto nella scrittura del protocollo un “modello” e un “momento” di “crescita della cultura collettiva sui temi dell’architettura e della trasformazione delle realtà urbane e territoriali”. Pertanto sin dal principio, il Consiglio dell’Ordine si impegna a fornire al Comitato Organizzatore, nonché committente dell’opera, ogni necessario supporto.


I tempi e le modalità di divulgazione delle notizie sul sito ufficiale https://taranto-2026.it/ fanno ben comprendere che gli intenti sottoscritti non sono stati rispettati da parte del Comitato Organizzatore, il quale non ha ritenuto necessario informare la controparte di scelte concorsuali differenti e più adeguate alle proprie esigenze. Nello specifico non vi è stata alcuna volontà di intenti nel richiedere all’Ordine Architetti PPC della provincia di Taranto consulenza nella stesura del bando del Concorso di progettazione; divulgazione e promozione del bando in Italia e all’estero attraverso la rappresentanza nazionale e internazionale del C.N.A.P.P.C. (Sistema ordinistico italiano, UIA-Unione Internazionale Architetti, CAE-Consiglio Architetti d’Europa); utilizzo dell’apposita Piattaforma informatica, sulla quale svolgere il Concorso, secondo i principi del Codice dei Contratti pubblici messa a disposizione del C.N.A.P.P.C..

Purtroppo l’Ordine APPC della provincia di Taranto, partner del protocollo, apprende solo il 20 gennaio 2023, dagli organi di stampa, dell’avvenuta pubblicazione del bando di Concorso per la progettazione dell’impegnativa opera, incastonata tra la sede della Camera di Commercio e la Stazione Navale della Marina Militare.

Oggi, primo marzo, si segna la conclusione della prima fase di questo Concorso. Entro 10 giorni una Commissione dovrà procedere alla selezione di cinque tra le migliori proposte che, nel brevissimo tempo di trenta giorni, dovranno consegnare le progettazioni successive per una seconda e ultima selezione.

La scelta di una piattaforma di Concorsi di progettazione differente da quella riportata nel Protocollo d’intesa e il non rispetto degli obiettivi e principi su cui si è voluto sottoscrivere il Protocollo, dimostrano ancora una volta, la totale mancanza di volontà, già prima dell’intesa e della sincera e rispettosa collaborazione, dell’attuale classe dirigente. Il cronoprogramma è così incombente e urgente che non si è neanche dato avvio alla richiesta di nominativi, tra gli architetti iscritti all’Ordine di Taranto, per il suggerimento a completamento di uno dei cinque membri della Commissione giudicatrice.

Il Protocollo prevede, come è giusto che sia, una prima risoluzione amichevole di forme di controversia che dovessero insorgere in ordine all’interpretazione, esecuzione o risoluzione dell’atto di intesa. Ciò non giustifica che, di fronte all’impossibilità di portare a compimento gli impegni sottoscritti da parte della Direzione Generale e della Segreteria Tecnica, non siano state rese note formalmente le assunte nuove modalità di approccio al Concorso.

L’Ordine pertanto, per le condizioni suesposte, non può assumere il ruolo di garante, nei confronti di questo importante evento e del suo Progetto architettonico “simbolo”, né per i concorrenti progettisti e né per la Città, reale e unica committente.

L’ accaduto purtroppo dimostra quanto l’intera macchina amministrativa stia sottovalutando il tessuto umano e sociale della Cittadinanza tarantina, che dovrebbe poter vivere l’Evento Giochi come protagonista e non solo come spettatrice. Il volontario contributo che l’Ordine APPC della provincia di Taranto può offrire consiste nel proprio capitale umano attraverso il quale cerca di instaurare corrette relazioni con i pubblici Enti per preservare quelli che sono interessi collettivi, non solo locali, come nel caso in oggetto.

In questa prima e importantissima fase di affidamento della realizzazione di un’opera pubblica simbolo dei Giochi del Mediterraneo 2026, viene invece dato a livello internazionale, un quadro deludente delle figure rappresentative del Comitato Organizzatore.

Con questa indispensabile comunicazione a Lei rivolta, non solo in qualità di Spett.le Presidente del Comitato Organizzatore del Giochi del Mediterraneo 2026, Le viene richiesto di rendere formali e pubblici i nuovi intenti. Non per ultimo, per doverosa trasparenza, di pubblicare immediatamente i cinque nominativi della Commissione giudicatrice della prima fase del Concorso di progettazione, con riferimento specifico del membro scelto per sostituire la rappresentatività degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Taranto”.

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