venerdì 23 Febbraio 24

Mobilità (in)sostenibile

Taranto è il capoluogo di provincia, in Puglia, in cui la sosta tariffata dura di più, ma anche una delle città che soffrono maggiormente per la cronica carenza di parcheggi

Perché si paga la sosta sulle strisce blu?

Una domanda che sicuramente ciascuno di noi si sarà posto una volta nella vita: soprattutto se abita a Taranto.

Il motivo è presto rivelato: la sosta tariffata aumenta la disponibilità di parcheggi in città.

Corrispondendo un pagamento per il tempo durante il quale il proprio mezzo resta parcheggiato, infatti, si incentiva il cittadino a sostare meno tempo possibile e a garantire agli altri la disponibilità di posti a rotazione, riducendo anche il traffico derivante dalla ricerca del parcheggio.

Una teoria più che condivisibile che, come spesso accade, si scontra con una realtà differente.

Infatti Taranto, pur essendo il capoluogo di provincia, in Puglia, in cui la sosta tariffata si paga per più tempo, è anche una delle città che soffrono maggiormente della cronica carenza di posti auto.

Qualcosa non torna, dunque.

Se a Brindisi, ad esempio, il parcheggio si paga dalle ore 08 alle ore 21 solo nelle zone blu e rossa, a Foggia, Andria e Trani esiste una fascia oraria, quella pomeridiana (in cui le scuole sono chiuse e i negozi sospendono le attività lavorative), durante la quale la sosta non è soggetta a pagamento.

A Lecce, poi, si paga il parcheggio dalle 9 alle 14 e dalle 16 alle 21, mentre nella zona celeste la sosta tariffata dura solo dalle 9 alle 14.

Bari, invece, offre la tariffa ad orario continuato, dalle 8:30 alle 20:30, con una differenza di prezzo tra le zone più vicine al centro cittadino, che presentano una tariffa più alta, e quelle più periferiche. I giorni festivi sono, però, esenti dal pagamento della sosta nelle suddette aree.

Prendiamo ora il caso di Taranto: all’interno del regolamento presente sul sito di Kyma Mobilità Amat, si legge che “negli stalli di sosta a pagamento su sede stradale pubblica il pagamento è dovuto dalle ore 08:30 alle ore 20:30 di tutti i giorni feriali e prefestivi, nonché di tutte le domeniche e di tutti i giorni festivi compresi tra il 1° ed il 6 gennaio e tra il 1° ed il 31 dicembre di ogni anno, fatta eccezione per le festività di Natale, Santo Stefano e Capodanno, in qualsiasi giorno della settimana esse ricadano”.

Insomma, sembrerebbe che a Taranto non si tengano in considerazione le fasce d’orario pomeridiano o i festivi, durante i quali, con le scuole e gli uffici chiusi, il problema del traffico dovuto alla carenza di parcheggi dovrebbe subire quantomeno un calo.

Probabilmente, però, bisognerebbe guardare la vicenda da un’altra prospettiva: in questo caso, infatti, non sono le strisce blu ad aver limitato il problema dei parcheggi, bensì la carenza di parcheggi ad aver determinato la presenza sempre più massiccia, a livello temporale e spaziale, delle strisce blu nella nostra città.

Esiste, in realtà, un’altra motivazione che ha portato l’estensione delle zone di sosta a pagamento ed è contenuta nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile 2018-2028, consultabile sul sito del Comune di Taranto: ridurre le emissioni da traffico autoveicolare nelle aree urbane.

Un’azione da integrare con l’inserimento del servizio di bike sharing, di monopattini, auto e scooter di tipo elettrico e BRT, con l’obiettivo di “aumentare entro il 2030 la mobilità sostenibile di persone e merci, garantendo a tutti, l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile”.

Se l’amministrazione comunale ha alzato bandiera bianca sulla possibilità di realizzare ulteriori parcheggi nel Borgo, è altrettanto vero che ha individuato nelle Brt l’elemento che sbloccherà la situazione, permettendo ai tarantini di percorrere grandi tratti della città in breve tempo e diminuendo l’uso dei mezzi propri, con conseguenze positive sul traffico e sull’ambiente.

In attesa che arrivino i Bus a rapido transito e le auto elettriche annunciate dall’amministrazione comunale lo scorso novembre, possiamo intanto prendere atto che delle cinque stazioni di bike sharing messe a disposizione dal Comune di Taranto ed inaugurate a marzo 2021, ne funzionano al momento tre: sul sito bicincitta.com, infatti, le stazioni di Talsano e Villa Peripato risultano non operative.

Insomma, se per mobilità sostenibile si intende quel sistema di modalità di spostamento in ambito urbano che porta a diminuire l’impatto economico e ambientale causato dalla congestione stradale, possiamo ben dire che, a quasi cinque anni dall’adozione del PUMS, l’estensione della sosta tariffata e le misure di mobilità sostenibile finora adottate non hanno apportato miglioramenti significativi.

L’aumento di traffico veicolare che si verifica in alcune zone della città nell’ora di punta e la carenza di parcheggi sono, infatti, problematiche tutt’altro che risolte.

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