Nel suo primo incontro con la stampa, il Pontefice esorta i giornalisti a essere “operatori di pace”. No alle parole aggressive, sì a una comunicazione che unisce
In un’atmosfera di dialogo aperto e costruttivo, lunedì 12 maggio, Papa Leone XIV ha incontrato per la prima volta i giornalisti nell’Aula Paolo VI, lanciando un appello forte e chiaro: “Dobbiamo respingere il paradigma della guerra”. Citando il “discorso della montagna di Gesù”, Prevost ha invitato i rappresentanti dei media di tutto il mondo a intraprendere un percorso di comunicazione diverso, più umile e meno aggressivo.
“Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra”, ha affermato il Pontefice, delineando la sua visione di un giornalismo che sia strumento di pace e non di divisione, sottolineato l’importanza di “non separare mai la ricerca della verità dall’amore con cui umilmente dobbiamo cercarla”.
L’invito a Kiev
L’incontro è stato anche occasione per affrontare temi di stretta attualità. Sul fronte internazionale, è emersa la notizia della prima telefonata con il presidente ucraino Zelensky, che ha invitato il Pontefice a Kiev. “Una visita che porterebbe vera speranza a tutto il nostro popolo”, ha dichiarato il leader ucraino. “L’Ucraina – afferma Zelensky – vuole porre fine a questa guerra e sta facendo tutto il possibile per questo. Aspettiamo che la Russia adotti misure adeguate”.
L’ironia di Papa Leone su Sinner
Non sono mancati momenti di leggerezza, come quando una giornalista ha proposto al Papa una partita di tennis benefica. “Certo va bene”, ha risposto Prevost, scherzando poi su Sinner con un sapiente gioco di parole. “Io porto Agassi”, ha insistito la giornalista scherzando. Prevost ha replicato “basta che non porti Sinner”, giocando sul doppio senso sia perché l’italiano è il numero uno del mondo e sia perché il suo cognome in inglese significa “peccatore”.
Viaggio a Nicea e sfide dell’AI
Guardando al futuro, il Pontefice ha confermato i preparativi per un viaggio a Nicea, mentre ha escluso un ritorno a breve negli Stati Uniti. Sul tema dell‘intelligenza artificiale, ha evidenziato la necessità di “responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti”.