Il Consiglio Regionale approva una mozione che condanna l’operato del governo Netanyahu. Emiliano: “Non è contro il popolo israeliano ma contro chi perpetra i massacri”
La Regione Puglia prende posizione netta sul conflitto israelo-palestinese e approva una mozione che interrompe ogni forma di cooperazione con Israele. La decisione arriva dopo quasi otto mesi dall’inizio del conflitto che, secondo i dati riportati nel documento, ha causato circa 60mila vittime e 120mila feriti.
La mozione, sottoscritta da dodici consiglieri regionali, condanna quello che viene definito “genocidio” nella Striscia di Gaza e impegna la Regione a interrompere “tutti gli scambi commerciali ed i progetti di cooperazione” con Israele, inclusi i rapporti con aziende, mondo accademico e centri di ricerca.
Il presidente Michele Emiliano ha precisato che si tratta di “una posizione nei confronti del governo Netanyahu, non del popolo israeliano”, invitando “tutti i dirigenti e dipendenti della Regione, delle sue Agenzie e delle società partecipate” a “interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto Governo e con tutti quei soggetti ad esso riconducibili”.
La situazione umanitaria a Gaza viene descritta come catastrofica, con particolare attenzione alla condizione dei minori: circa 15mila bambini uccisi, quasi mille neonati e 34mila feriti, secondo i dati della sanità palestinese citati nella mozione. Il documento evidenzia anche la drammatica situazione degli aiuti umanitari, con il ministro della Sanità dell’Autorità Palestinese che ha riferito di circa 30 morti per fame tra bambini e anziani negli ultimi giorni.
La mozione ribadisce il sostegno alla soluzione “due Popoli-due Stati” come unica via per ristabilire l’equilibrio nella regione e sottolinea il ruolo della Puglia come “regione di frontiera nel Mar Mediterraneo, naturalmente vocata al dialogo e alla pace”.