La struttura ospita quasi 850 detenuti a fronte di una capienza di 400 posti. Il sindacato chiede al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il potenziamento immediato dell’area trattamentale e denuncia la grave carenza di personale
Il carcere di Taranto continua a fare i conti con una situazione di forte criticità. Secondo la CISL FP Taranto Brindisi, la casa circondariale si conferma tra gli istituti penitenziari più affollati del Paese, mentre persistono gravi carenze di personale sia nella Polizia penitenziaria sia nel comparto delle Funzioni centrali.
Il sindacato ha inviato una richiesta formale al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e al Provveditorato regionale per la Puglia e la Basilicata, sollecitando un urgente intervento per il ripianamento degli organici.
A preoccupare sono soprattutto i numeri della popolazione detenuta: l’istituto ospita quasi 850 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 400 posti, con la presenza anche di persone affette da patologie psichiatriche.
Particolarmente critica la situazione dell’area trattamentale. A fronte di un organico teorico di nove educatori, previsto per una popolazione di circa 400 detenuti, oggi sono in servizio soltanto sei funzionari giuridico-pedagogici, chiamati a seguire un numero di reclusi più che doppio rispetto ai parametri ordinari.
“Quella che stiamo affrontando è una condizione oggettiva e più volte denunciata, che incide pesantemente sulla vita dei detenuti e dei lavoratori, alimentando continue tensioni all’interno dell’istituto”, afferma Umberto Renna, segretario territoriale della CISL FP Taranto Brindisi. “I numeri sono impietosi e i nostri educatori sono stati lasciati soli a gestire quasi 850 detenuti. Una situazione ormai insostenibile. Chiediamo all’Amministrazione di intervenire senza ulteriori ritardi per rafforzare un settore fondamentale”.
Per affrontare l’emergenza, la CISL FP propone due interventi immediati: lo scorrimento della graduatoria del concorso per funzionari giuridico-pedagogici bandito il 18 ottobre 2022 e l’attivazione di un interpello straordinario per coprire le unità mancanti.
Il sindacato avverte infine che, in assenza di risposte concrete, valuterà ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela della sicurezza, della dignità e dei diritti del personale.



