Conferenza stampa di presentazione del nuovo Prefetto di Taranto, Paola Dessi. La vertenza dell’ex Ilva e il depauperamento economico e commerciale della città i dossier sui quali mettersi subito a lavorare
“Taranto mi ricorda la mia Sassari…”. Nella conferenza stampa di questa mattina, il prefetto Paola Dessi, ha voluto incontrare la città attraverso gli operatori dell’informazione. “E’ la prima volta – ha sottolineato – che mi allontano dalla Sardegna per motivi istituzionali, conoscevo già la Puglia per essere stata in vacanza alcuni anni fa a Martina Franca”. A differenza del suo predecessore, Demetrio Martino, il maggior rappresentante del Governo sul territorio non avrà la delega per occuparsi delle bonifiche. E, di rimando, neanche del Cis: il Contratto istituzionale di sviluppo. Una sorta di nebulosa che fa il paio con l’inconcludenza parolaia del nostro ceto politico. Quanto ai Giochi del Mediterraneo, il nuovo prefetto considera la manifestazione del 2026 “il riconoscimento di una Taranto grande, importante, punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno”.
La vertenza dell’ex Ilva e il depauperamento economico e commerciale della città (basta farsi un giro per le vie del centro, i negozi che abbassano la saracinesca sono sempre di più), i dossier che andranno studiati e affrontati da subito, a partire già dai prossimi giorni. Quanto alla criminalità organizzata, le riflessioni del prefetto lasciano ben sperare per il futuro: “Il quadro rappresentatomi dalle forze dell’ordine non indica fenomeni particolarmente pervasivi. Taranto soffre più di un microcriminalità, a tratti diffusa, che di vere e proprie organizzazioni con strutture e affiliati radicati nel tessuto locale”.


