Con il comune per affrontare il tema dal punto di vista occupazionale del territorio di Taranto
Giovedì 16 e oggi mercoledì 21 gennaio si sono svolti gli incontri a Palazzo di Città a Taranto tra l’Assessora al Lavoro Federica Stamerra e le parti sociali del territorio.
Si è condiviso – fanno sapere – il principio che la trasformazione del territorio non può essere un concetto calato dall’alto; il territorio ne deve essere protagonista. Inquadrare il tema dal punto di vista del lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori. L’Assessora Stamerra ha dichiarato che è necessario fare una mappatura delle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, una ricognizione che serve per affermare che le trasformazioni in atto richiedono strumenti di governo capaci di tenere insieme competenze, bisogni reali dei lavoratori, politiche pubbliche e prospettive di sviluppo del territorio, evitando sovrapposizioni e dispersioni.
L’iniziativa dell’Assessora Stamerra – commenta il segretario generale della CGIL di Taranto Giovanni D’Arcangelo – è positiva perché è sempre il lavoro delle persone che può realizzare il cambiamento che serve. Sono anni che proviamo ad affermarlo. Il Just Transition Fund destina oltre 150mln di euro sulla riqualificazione delle lavoratrici e dei lavoratori. C’è bisogno di entrare nel merito, di uscire dai titoli, disegnare nel concreto il futuro produttivo di Taranto, in una logica integrata tra settori produttivi, senza che uno escluda l’altro nel rispetto della salute, dell’ambiente e del lavoro di qualità. E c’è bisogno che il sistema delle imprese sia collaborativo, che non si giri dall’altra parte – aggiunge D’Arcangelo – e che accetti il principio che ci sono i bacini occupazionali fatti di donne e di uomini che hanno perso il lavoro, non per loro responsabilità, e che se poi fanno percorsi per essere riqualificati devono essere considerati e rispettati dalle imprese.
Il rendiconto sociale dell’INPS – concludono – ci ricorda la sofferenza di questo territorio in tutti i settori, dal manifatturiero industriale al terziario, all’agricoltura, al turismo. Basterebbe ripartire da lì per orientare le analisi e le azioni necessarie per la crescita sociale di questo territorio.


