Fondamentale la comunicazione tra le parti. Il sindacato ha segnalato allo Spesal l’ episodio avvenuto al secondo sporgente tra il 25 e il 26 dicembre
Nulla di fatto nell’incontro tenuto oggi in mattinata – fanno sapere nella nota – presso la Direzione di Acciaierie d’Italia, nel corso del quale è stato ribadito quanto sia urgente, soprattutto quando sono passati pochi giorni dall’ennesimo incidente mortale avvenuto nello stabilimento, alzare l’attenzione sul tema della sicurezza e della manutenzione, che presenta non poche criticità. Per fare questo, il passaggio obbligato è rappresentato da una sistematica, puntuale e tempestiva comunicazione alle figure deputate alla sicurezza. Nella notte tra il 25 e il 26 dicembre, nell’area portuale dell’ex Ilva, presso la scala d’emergenza degli uffici Ima 1, secondo sporgente, il cedimento del piano di camminamento ha causato la caduta di un lavoratore di una ditta dell’appalto ex Ilva, delle cui condizioni tra l’altro non abbiamo notizia. L’organizzazione sindacale – sottolineano – venuta a conoscenza dell’episodio solo l’8 gennaio, grazie ad una segnalazione anonima, rileva la mancata, e doverosa, comunicazione dell’accaduto alle Rls. Carenza questa – aggiungono- che certamente ricade sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, e inoltre va a depotenziare fortemente l’azione sindacale. Manca inoltre la documentazione relativamente all’ultimo controllo strutturale sulla scala di emergenza, e inoltre sono emerse contraddizioni tra la versione fornita dal capo area e quella del caporeparto sull’utilizzo proprio di quella scala, se per il transito dei lavoratori o come scala di emergenza. Usb ha dunque chiesto all’azienda dell’accaduto, e l’azienda ha confermato, in via informale, quanto avvenuto nella notte tra Natale e Santo Stefano. Numerose – concludono – sono state finora le segnalazioni circa la mancata sicurezza, fatte anche alla presenza del capo reparto, ma cadute nel vuoto.


