La nuotatrice tarantina giunge quarta nei 100 rana e piange di gioia. Elisabetta Caporale la attacca in diretta, Elisa Di Franciscala deride. Un mese fa la Svizzera ci cacciava dall’Europeo ma nessuno si è sognato di ridere in faccia a Spalletti. Forti con i deboli, deboli con i forti
Quarta. Fuori dal podio olimpico per un solo, maledetto, anzi stronzo, centesimo.
Taranto che l’attendeva trepidante, come sempre fa, spegne la tv, sospira e ingoia triste, il boccone amaro culminato nella solita sfortunata (e maledettamente tarantina) parabola “del poteva essere, e invece no”, mentre Benedetta piange di gioia ed in fondo al cuore, sorride. E a noi, inizia a star bene così.
L’antefatto, ad essere onesti presenta delle zone d’ombra che probabilmente non riescono ad essere visibili agli occhi di tutti. Nemmeno a chi con un microfono in mano, o seduta su uno sgabello, spara sentenze idiote, sulla seconda rete nazionale.
Perché, è chiaro che nell’animo di chi subisce la beffa di dover fare da spettatore non pagante al podio più ambito del Mondo, per colpa di un solo stramaledettissimo secondo, ci sia del rammarico, della fisiologica e normalissima rabbia. È chiaro che anche lei, giunta a Parigi, dopo un lunghissimo viaggio sulle montagne russe delle emozioni, ci tenesse a fare bene, ci credesse alla possibilità di mettersi al collo quel metallo prezioso. Ininfluente quale, il peso della medaglia al collo sarebbe stato direttamente proporzionale alla leggerezza ritrovata.
Un trampolino, verso la spensieratezza che un fenomeno assoluto di soli diciannove anni, deve avere sempre con sé in valigia. Quarta. Delusione per gli altri, non per lei che ride.
Perché Benedetta nostra, sembra sincera, gli occhi le brillano e la voce le trema; pulita, come sempre. Sviscera le proprie sensazioni e cerca “materno” conforto (e anagraficamente ci starebbe tutto, vista la differenza d’età tra le due astanti) nell’interlocutore (in questo caso meglio interlocutrice, la giornalista Rai Elisabetta Caporale, ndr) che intervistandola mostra la stessa empatia manifestata da Jeffrey Dahmer, nei confronti delle vittime mietute durante la sua raccapricciante carriera criminale.
“Ci ho provato fino alla fine mi dispiace, ma queste sono lacrime di gioia, ve lo giuro, è il giorno più bello della mia vita”, racconta Benny forse ingenuamente, in diretta nazionale alla solerte cronista, che incredula la stronca “Ma veramente? Ci lasci senza parole, è strano vederti contenta perché tutti ci aspettavamo di vederti sul podio“, “Tutti tranne me”, prova a chiudere la Pilato, prima di beccarsi la reprimenda della giornalista, indispettita dall’utilizzo di una parola poco ortodossa (stronzo, ndr).
Ancora peggio fa Elisa Di Francisca, olimpionica di fioretto a Londra 2012 oggi commentatrice Rai, che dagli studi, ghignando perfidamente rincara la dose provando a smontare definitivamente, senza possibilità di contraddittorio, la nuotatrice: “Io non ho capito niente di questa intervista, rabbrividisco. Fatele un’altra intervista, ci vogliono i sottotitoli”, sentenzia priva di qualsivoglia capacità d’analisi che dovrebbe invece appartenere ad un’atleta del suo calibro. E invece tutto l’approfondimento si trasforma in un assalto all’arma bianca nei confronti di una delle poche, forse pochissime eccellenze pure dello sport nazionale. Un copia e incolla del trattamento riservato a Jannik Sinner a giorni alterni, eroe quando vince, traditore quando infortunato salta l’appuntamento con la Coppa Davis.
Assolta con formula piena, SuperBenny, talento cristallino dentro e fuori dalla vasca, capace di trasmettere emozioni, anche senza l’inno nazionale come sottofondo. Bocciato senza possibilità di appello l’intero parterre Rai: dov’era l’intelighenzia sportiva della Tv Nazionale, quando un mese fa la Svizzera ci cacciava a calci (in culo, ndr) dall’Europeo? Perché nessuno ha chiesto a Spalletti se provasse vergogna dopo una figuraccia del genere o a Scamacca come si faccia a sbagliare da due passi? In quel caso, su i guanti e indosso la livrea d’ordinanza, onde evitare di indispettire qualcuno.
Non si toccano gli intoccabili, nessuna novità, la storia è sempre la stessa: forti con i “deboli”, deboli con i forti.
Nessuno tocchi la Pilato. Benedetta vanto nostro!