di Angelo Nasuto
Si è tenuto presso l’aula consiliare del comune pugliese il dibattito, organizzato dal locale circolo PD, sulla vertenza relativa allo stabilimento siderurgico tarantino
A Massafra tutti d’accordo per la decarbonizzazione dell’ex Ilva, a partire dal sindaco Giancarla Zaccaro. Ieri sera in aula consiliare si è consumato il confronto dibattito annunciato, organizzato dal locale circolo PD, sulla vertenza relativa allo stabilimento siderurgico di Taranto all’ennesima fase critica e delicata della sua storia.
All’iniziativa, voluta per rimarcare, se ce ne fosse bisogno, la portata storica del momento, hanno preso parte diversi attori tra cui il Presidente del circolo Antonio Azzone. Il numero uno dem massafrese ha ben introdotto la serata, riassumendo quella che è stata la sfortunata cronistoria dello stabilimento tarantino: dal famoso 26 luglio del 2012, giorno del primo sequestro dell’area a caldo, a tutta la sequela di decreti tampone, citati con dispregio dallo stesso Azzone. Ma dopo ben tredici anni di governi di centrodestra e centrosinistra e tanti errori, il Presidente del PD della Tebaide ha denunciato che ancora oggi l’ex Ilva continua a produrre malattie e morte, con livelli allarmanti di inquinamento, dalla diossina alle polveri sottili, senza andare ancora oltre nello specifico.
E allora si è giunti a questa data magica del 31 luglio come appuntamento da non mancare per giungere a far firmare l’accordo programmatico della graduale decarbonizzazione, una procedura che a livello tecnico è stata spiegata dal segretario PD Lanfranco Rossi, il quale col suo intervento perentorio ha parlato delle nuove tecnologie dei forni elettrici e degli impianti DRI (Direct ReducedIron) per la produzione di acciaio “verde”, chiarendo i miglioramenti di questo sistema produttivo.
Al tavolo dei relatori, dove di solito siede la Giunta comunale di Massafra, c’era anche la voce dei sindacati con Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil di Taranto, il quale ha sponsorizzato il via libera a tale accordo di programma inter istituzionale, nonostante egli stesso lo abbia definito non certo il migliore possibile, soprattutto per i sindacati e per le associazione ambientaliste.
Maggior sostegno all’accorso è arrivato da Nicola Convertino, presidente A.I.G.I., che senza mezzi termini ha condannato chi si proclama da anni per la chiusura della fabbrica. La saggia moderatrice, la giornalista Debora Notarnicola, ha dato poi la parola al presidente della Commissione Ambiente della Regione Puglia Michele Mazzarano, protagonista di un intervento moderato, nel quale è stato sancito il principio di legittimità del parere all’accordo di tutti: ingegneri e imprenditori, ma anche sindacati, ambientalisti e famiglie colpite da lutti e malattie.
L’esponente di maggioranza in regione ha posto il nodo cruciale non ancora sciolto della nave rigassificatrice, indesiderata da molti perché fermerebbe il turismo croceristico, come condizione necessaria per la prima proposta di accordo.
Chiusura accorata del sindaco Zaccaro, che molto rammaricata per l’assenza di Massafra dal tavolo (mancata convocazione del Ministro Urso), si è appellata al grado di responsabilità istituzionale per riuscire a far condividere ambiente, salute e lavoro: “perché – ha detto – io prima di essere sindaco, sono mamma e donna che pensa alla sua famiglia, alla salute propria e dei suoi figli”.
Era assente l’invitato di lusso, il sindaco di Taranto Piero Bitetti, che nel frattempo cercava di fronteggiare le vibranti proteste di associazioni ambientaliste e per la salute, con toni forse esagerati: gli stessi toni che lo hanno portato alla clamorosa decisione di dimettersi da sindaco. E ora?