Secondo Cgil, Cisl, Uil e Fim, Fiom e Uilm Taranto il territorio rischia di non essere protagonista, perché di fatto, con questa attuale condizione il governo potrà decidere, da solo e senza condizionamenti, la strada che riterrà opportuno percorrere
“Quanto successo ieri a Palazzo di Città non appartiene al confronto democratico, anche aspro, che ci può essere tra le parti. È l’estremizzazione di un clima di tensione, per mettere gli uni contro gli altri, di una minoranza che non rappresenta l’associazionismo ambientalista del territorio. Per questa ragione, sentiamo la naturale esigenza di esprimere un sentimento di sincera solidarietà e vicinanza al sindaco Bitetti per l’attacco ricevuto ieri.” È quanto si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl, Uil e Fim, Fiom e Uilm Taranto.
“C’è da rilevare che Bitetti ha da subito cercato di dialogare, con tutte le parti chiamate in causa, sul tema del futuro dello stabilimento ex Ilva”, fanno presente i sindacati. Il 25 luglio scorso Fim, Fiom e Uilm hanno presentato, alle istituzionali locali e alla Regione Puglia, una piattaforma per punti in cui viene esplicitata la posizione sindacale in merito al processo di decarbonizzazione “che può portarci finalmente a coniugare il diritto al lavoro e alla salute”, fanno sapere i metalmeccanici.
Il sindaco e la neoamministrazione comunale sono stati eletti qualche settimana fa “con un mandato democratico preciso conferito da una comunità, forse meno chiassosa, fatta di famiglie, lavoratrici e lavoratori, persone comuni, con l’obiettivo di liberare Taranto dall’ignobile ricatto tra salute e lavoro e per assicurare alla città un futuro diverso. La tenuta democratica non può essere messa in discussione con atteggiamenti intimidatori.”
Ed aggiungono, “di fronte alle scelte legate al processo di decarbonizzazione il caos generato fa sì che il territorio rischia di non essere protagonista, perché di fatto, con questa attuale condizione il governo potrà decidere, da solo e senza condizionamenti, la strada che riterrà opportuno percorrere. E poi non ci sarà più spazio per contrastare le scelte prese dall’alto dopo sessant’anni di sofferenza della nostra comunità. Quella a cui ci troviamo di fronte è, probabilmente, l’ultima vera possibilità che abbiamo, sempre come comunità, di pretendere impegni vincolanti da parte di tutti i livelli istituzionali attraverso la presentazione di un progetto serio, sostenibile, reale che sia in grado di conciliare i diritti costituzionali richiamati.”
Pertanto, i sindacati chiedono “al sindaco Bitetti di ritirare le dimissioni per governare la città che lo ha proclamato sindaco qualche settimana fa e alla sua maggioranza di trovare una sintesi ragionevole fuori da ogni logica legata al populismo o alla ricerca dei facili consensi e che pensi al bene dei cittadini che hanno deciso di rappresentare.”