Promemoria informali con appunti su prestazioni e nominativi: verifiche su possibili pressioni nella gestione delle prenotazioni
Prosegue l’inchiesta sui cosiddetti “furbetti del Cup”, che coinvolge diverse Asl pugliesi e un presunto sistema di manipolazione delle liste d’attesa sanitarie. Sulla vicenda indaga la Procura di Lecce, mentre nuovi elementi documentali rafforzerebbero l’ipotesi di accessi non autorizzati alla piattaforma di prenotazione.
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, dai tabulati emergerebbero accessi al sistema Cup in fasce orarie non consentite, prima e dopo i turni di servizio. Un’anomalia che alimenta i sospetti su possibili alterazioni delle agende.
A destare ulteriori perplessità sarebbero anche alcuni promemoria informali, contenenti appunti su tipologie di prestazioni da prenotare e nominativi di possibili beneficiari. Elementi che gli investigatori starebbero verificando per accertare eventuali collegamenti con soggetti in grado di esercitare pressioni sulla gestione delle prenotazioni.
La commissione interna istituita dall’Asl per verificare le presunte irregolarità aveva già segnalato numerosi accessi atipici alla piattaforma informatica, nonostante le precise disposizioni sull’utilizzo degli applicativi aziendali. Le indagini, affidate ai Carabinieri del NAS e alla magistratura, riguarderebbero un numero limitato di operatori, escludendo al momento un coinvolgimento generalizzato del personale Cup di Sanitaservice.
Il commissario straordinario dell’Asl di Taranto, Gregorio Colacicco, attende gli sviluppi investigativi per chiarire non solo eventuali responsabilità dirette, ma anche possibili carenze nei sistemi di controllo e vigilanza.
Dalle verifiche emerge inoltre una pratica ricorrente: la cancellazione e la successiva immediata riprenotazione delle prestazioni durante l’orario di servizio. Una procedura che, se considerata isolatamente, non configurerebbe irregolarità, ma che, associata ad accessi da remoto in orari non ordinari, contribuisce a delineare un quadro più complesso.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, annunciando l’invio degli ispettori del Nucleo ispettivo regionale sanitario (Nirs) per ulteriori verifiche.



