Le “mosse” dei prossimi giorni sveleranno i reali intendimenti di coloro che le varie testate hanno recentemente indicato, poco velatamente e spesso a vanvera, come pretendenti
La Federcalcio, a seguito della decisione di interrompere l’esercizio provvisorio relativo alla procedura di liquidazione giudiziale in corso, ha revocato il titolo sportivo a F.C. Taranto 1927 srl.
Una decisione che ha permesso l’applicazione dell’articolo 52 comma 10 della norme federali in base alle quali, una nuova struttura societaria costituita, potrà far ripartire il calcio cittadino iniziando dal campionato di Eccellenza regionale.
Le lungaggini burocratiche intervenute hanno ristretto al minimo indispensabile la disponibilità di intervento temporale. Gli uffici della civica amministrazione hanno emanato il tanto atteso bando pubblico, al suo interno le linee guida per l’aggiudicazione del diritto all’esercizio sportivo in rappresentanza della città. Entro il prossimo 6 agosto i soggetti interessati dovranno manifestarsi offrendo adeguate garanzie, in privato ed in solido, nel rispetto dei contenuti di cui sopra. Incluso un importo, congruo, a titolo di fondo perduto.
In qualche modo si è quindi giunti, finalmente, alla resa dei conti. Come narrava un famoso detto napoletano, le “chiacchiere” però non impegnano. Le “mosse” dei prossimi giorni sveleranno i reali intendimenti di coloro che le varie testate hanno recentemente indicato, poco velatamente e spesso a vanvera, come pretendenti.
La conta, tanto sbandierata, dei tanti “investitori” d’oltre cortina e di casa nostra, può dirsi iniziata, risposte al momento ne sono però giunte pochine. Perché al quinto piano di via Allegri a Roma come in via Nicola Pende, a Bari, nella sede del Comitato regionale, non vi è stata la prospettata ressa.
Dalle prime risultanze sembra che l’impresa di ripartire dal basso di un campionato regionale (tanto difficile quanto oneroso) senza avere una “casa” propria e nelle difficoltà di un allestimento della struttura e della squadra, fatto all’ultimo momento ed in fretta e furia, non alletti nessuno più di tanto. Anche perché alcune condizioni “stringenti” (finanziarie, logistiche ed organizzative) previste dal bando di aggiudicazione, hanno scoraggiato più di un “chiacchierone” inizialmente tanto avventato quanto impreparato.
Pronti via occorre, infatti, una provvista importante che non è nella disponibilità di tutti. Per il Fondo perduto, la costituzione della nuova società, l’avvio dell’azienda e la composizione del nuovo organico. Coma già scritto in precedenza si va dai palloni (indispensabili) ai cestini per la carta straccia (anche quelli necessari). Questo per “illuminare” nei dettagli, anche ai più sprovveduti, le difficoltà del progetto. In fase di avvio e nella continuità.
Con una precisazione. Nel calcio non ci guadagna nessuno, se non i tesserati. E chiunque, per spirito di servizio nei confronti della città, decidesse di farsi carico di questo progetto, comunque veramente oneroso, va rispettato per il coraggio e per il gesto di affetto. Un messaggio, questo, a chi è nato per… rompere, sempre ed a prescindere, le uova nel paniere. Che se il calcio cittadino si trova in queste condizioni, le responsabilità sono di tutti!