“In una città alimentata da divisioni abbiamo il dovere di avere la maturità necessaria per agire come comunità! Per farlo bisogna mettere subito fine alla demagogia e affrontare con serietà e corresponsabilità una vergognosa vicenda che continua a tenere in ostaggio il futuro di un intero territorio stremato da cassa integrazione e disoccupazione”
“Dopo mesi nei quali abbiamo ascoltato a qualsiasi tesi fantasiosa sul futuro di Taranto e dell’intera provincia ionica oggi, nella giornata di sciopero, tornano a far sentire la propria voce i lavoratori, coloro i quali hanno pagato il prezzo più alto in 13 anni di vergognosa e irrisolta vertenza; i lavoratori di AdI in As, Ilva in As e del sistema degli appalti.” Lo affermano in una nota la Fim Cisl, Fiom Cgil e la Uilm in occasione dello sciopero generale per l’ex Ilva.
“I lavoratori pretendono dalle istituzioni, tutte, che si metta fine alle propagande elettorali e che si faccia fronte comune su obiettivi chiari per garantire una giusta transizione ecologica e sociale. Le offerte vincolanti dei due fondi finanziari statunitensi sono la chiara dimostrazione di come sia stato del tutto sbagliato accelerare sulla vendita dell’ex Ilva in assenza soprattutto del compimento del piano di ripartenza.
Pertanto, crediamo sia indispensabile che il governo si assuma la responsabilità di avviare da subito una dismissione graduale degli impianti inquinanti e la loro riconversione al fine di traguardare un processo di decarbonizzazione attraverso un forte intervento pubblico. – Si legge nella nota – Serve un piano industriale che preveda tempi certi, che sia sostenibile tecnologicamente e finanziariamente e che definisca le responsabilità necessarie a finalizzarlo.
Resta obbligatorio avvisare al contempo una negoziazione volta a tutelare, attraverso tutti gli strumenti necessari, anche di carattere straordinario, che possano dare risposte al problema occupazionale. In una città alimentata da divisioni abbiamo il dovere di avere la maturità necessaria per agire come comunità! – Sottolineano gli esponenti sindacali – Per farlo bisogna mettere subito fine alla demagogia e affrontare con serietà e corresponsabilità una vergognosa vicenda che continua a tenere in ostaggio il futuro di un intero territorio stremato da cassa integrazione e disoccupazione.
Il ruolo del primo cittadino, insieme a tutti i sindaci della provincia ionica e non solo, diventa fondamentale proprio per essere il collante di un territorio in crisi già fortemente provato e che ha bisogno di risposte immediate per la risoluzione di una vertenza che dura ormai da troppi anni. – Concludono – Il momento è adesso, il nostro compito è quello di unire le differenze e trovare le giuste soluzioni che possano finalmente traguardare un serio processo di transizione ecologica.”


