La compagine rossoblu evidenzia limiti strutturali evidenti. Meno proclami, più fatti. Il calcio tarantino merita rispetto
Taranto, una rosa sbagliata. Occorre un cambio di rotta immediato. Il pareggio interno nel turno infrasettimanale, contro Toma Maglie, evidenzia un notevole ridimensionamento nell’espressione/costruzione del gioco e non è sufficiente a placare gli emergenti malumori della piazza. Il Taranto, reduce anche da una precedente sconfitta esterna, ha raccolto appena cinque punti nelle ultime quattro giornate: un bottino troppo magro per una squadra che ambisce apertamente alla vittoria del campionato di Eccellenza.
E il problema, ormai evidente, non è solo di risultati, ma di costruzione dell’organico. La rosa, inizialmente composta da 27 elementi, si è rivelata numericamente ampia, ma qualitativamente insufficiente. Quasi la metà dei giocatori, alla prova del campo, non è apparsa idonea né al livello del torneo né, soprattutto, a una piazza come Taranto: una città che, anche nel dilettantismo regionale, porta allo stadio oltre 2.500 tifosi a partita e pretende una squadra all’altezza della propria tradizione.
L’assetto di squadra evidenzia lacune strutturali e scelte discutibili. Manca una dorsale solida, quella spina centrale che distingue tutte le squadre vincenti. Tra i pali, l’attuale portiere “under” alterna buone parate a distrazioni/incertezze evidenti e preoccupanti. In una categoria dove i dettagli fanno la differenza, serve un numero uno di esperienza, capace di garantire sicurezza e, come si suol dire, di “valere dieci punti in più a fine stagione”.
In difesa, Konaté rappresenta un elemento di qualità, ma la sua tenuta fisica resta un’incognita. I fastidi muscolari lo hanno limitato nel minutaggio e le alternative a disposizione non offrono le garanzie sufficienti. La difesa subisce sempre gol “balordi”.
A centrocampo, Di Paolantonio è l’unico vero faro tecnico (quanto potrà reggere però?), ma intorno a lui manca densità, lucidità e soprattutto personalità. In avanti, poi, si evidenzia il limite più pesante: l’assenza di un vero uomo d’area, fisico ed opportunista negli undici metri. Un cecchino. Mentre Di Piazza, capocannoniere del torneo, è già a quota otto marcature, il miglior realizzatore del Taranto (Imoh) si è fermato a quattro, sprecando l’impossibile sotto rete.
L’arrivo del neoacquisto Losavio, attaccante brevilineo e rapido, porta una ventata di curiosità, ma le sue caratteristiche lo rendono più una seconda punta che un vero centravanti d’area. Un profilo interessante, certo, ma non risolutivo agli attuali problemi tattici della squadra.
Under insufficienti, mercato da riaprire. Il regolamento impone la presenza costante, in campo, di due giocatori “under” (classe 2006 e 2007). Il Taranto, in questo risulta carente, oltre ogni dire, come numero e per di più soltanto uno (Monetti) si sta dimostrando all’altezza. Questa carenza limita drasticamente la possibilità di far ruotare l’organico, costringendo l’allenatore a scelte obbligate che impoveriscono le soluzioni tattiche. La deduzione è palese: nella costruzione della squadra sono stati commessi errori evidenti che, già da oggi, rischiano di pesare sull’intera stagione.
Un mercato da affrontare con coraggio. Con Brindisi attualmente in vetta e Bisceglie e Canosa pienamente in corsa per la promozione, il Taranto non può più permettersi esitazioni. Occorre innanzi tutto sfoltire la rosa, liberarsi del superfluo e reinvestire, costi quel che costi, su profili mirati e soprattutto funzionali: un portiere affidabile, un centrale difensivo integro ed un centravanti degno di tale definizione. Ove poi Danucci scegliesse di schierare una difesa a quattro occorre anche un esterno mancino.
Le nuove norme federali consentono di tesserare e schierare in campo, immediatamente, calciatori con contratto economico, presso altre squadre, appena risolto: un’opportunità da cogliere senza indugio, prima che le dirette concorrenti prendano il largo.
E domenica, una partita da dentro o fuori, arriva un test pesantissimo: il Taranto renderà visita al Bisceglie, con il quale condivide la stessa posizione di classifica. Una sfida che va certamente oltre i tre punti e può rappresentare il bivio stagionale. Anche per gli umori dei molti sostenitori rossoblu.
O la squadra ritrova con determinazione immediata, identità, equilibrio e concretezza, o il sogno promozione rischia, troppo presto, di allontanarsi. E per una città come Taranto, abituata a ben altri palcoscenici, sarebbe una “sconfitta” difficile da giustificare.


