L’impianto era stato riattivato nell’ottobre del 2024. Acciaierie d’Italia presenterà ricorso al Gip
La Procura di Taranto ha respinto, per la seconda volta, la richiesta di dissequestro dell’altoforno 1 dell’ex Ilva, avanzata dai legali di Acciaierie d’Italia. Il primo rigetto risale allo scorso agosto. L’impianto era stato posto sotto sequestro senza facoltà d’uso dopo l’incendio del 7 maggio, che aveva danneggiato una delle tubiere.
Attualmente il polo siderurgico ionico opera con un solo altoforno. Secondo quanto riportato dal quotidiano Avvenire, Acciaierie d’Italia è pronta a presentare ricorso al giudice per le indagini preliminari. Nelle stesse ore è attesa l’ufficializzazione del nome dell’investitore con cui i commissari delle amministrazioni straordinarie delle due società avvieranno una trattativa in esclusiva per la vendita degli impianti.
L’altoforno 1 era stato riattivato nell’ottobre 2024, dopo un lungo periodo di inattività. Sul sequestro è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo il quale il provvedimento giudiziario ha “ridotto le capacità produttive dello stabilimento”, costringendo i commissari “a rivedere i piani aziendali, inizialmente basati su due altiforni in funzione, e a ricorrere a un ulteriore utilizzo della cassa integrazione”.
Di segno opposto la valutazione della Procura. Per la procuratrice capo di Taranto, Eugenia Pontassuglia, l’incendio “ha esposto a evidenti rischi per la propria incolumità i lavoratori interni e quelli delle aziende terze presenti lungo la traiettoria delle emissioni di gas e materiale solido”.


