Gli amministratori di Acciaierie d’Italia citano in giudizio l’ex proprietario davanti al tribunale di Milano: «Gestione scorretta e trasferimento sistematico di risorse». È una delle richieste di risarcimento più alte mai presentate in Italia
Gli amministratori italiani di Acciaierie d’Italia, la società che oggi guida l’ex Ilva di Taranto — il più grande impianto siderurgico d’Europa — hanno avviato un’azione legale da 7 miliardi di euro contro ArcelorMittal, ex azionista di controllo del gruppo.
La causa, depositata nelle scorse settimane presso il tribunale di Milano e visionata dal Financial Times, punta a ottenere un risarcimento per quella che viene definita una gestione gravemente scorretta da parte del colosso franco-indiano dell’acciaio. Secondo i commissari straordinari, le difficoltà finanziarie dell’azienda non sarebbero il frutto di circostanze esterne, ma di una strategia precisa messa in atto nel tempo dall’ex proprietario.
Nell’atto, firmato dall’avvocato Andrea Zoppini, si sostiene che una due diligence forense abbia evidenziato come ArcelorMittal abbia operato in modo sistematico per trasferire risorse dalla società italiana a favore della propria capogruppo. Una condotta che, sempre secondo la denuncia, avrebbe contribuito in modo decisivo al dissesto finanziario di Acciaierie d’Italia.
L’azione legale è stata formalmente notificata oggi ad ArcelorMittal e, come sottolinea il Financial Times, è destinata a entrare nella storia giudiziaria italiana come una delle richieste di risarcimento più ingenti mai avanzate davanti a un tribunale nazionale.


