Profondo dolore e indignazione per l’ennesima tragedia sul lavoro all’ex Ilva di Taranto: la morte dell’operaio Claudio Salamida riaccende l’allarme sulla sicurezza negli impianti e spinge la Confsal a chiedere un intervento immediato delle istituzioni
“C’è profondo rammarico per la morte di Claudio Salamida, operaio dell’ex Ilva, deceduto dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’Acciaieria 2 mentre era impegnato nel controllo delle valvole del convertitore 3.”
A esprimere cordoglio e indignazione è il Segretario provinciale della Confsal, Gianfranco Buttari, che parla di “ennesima morte sul lavoro, l’ennesima vita spezzata e una famiglia distrutta”. “Non è accettabile – sottolinea – che si esca di casa per lavorare senza avere la certezza di farvi ritorno”.
La Confsal chiede un intervento immediato delle istituzioni. “È necessario che Governo, Regione e Comune rafforzino i controlli sui luoghi di lavoro e garantiscano una tutela reale dei lavoratori», afferma Buttari. «Servono attività di prevenzione e ispezioni puntuali da parte dell’Ispettorato del Lavoro per verificare la corretta applicazione delle norme sulla sicurezza”.
Il sindacato rivolge infine un appello diretto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni affinché intervenga sulla vicenda ex Ilva. “Da oltre 14 anni Taranto e i suoi lavoratori vivono in una condizione di profonda incertezza – conclude Buttari – una situazione che non può più essere tollerata”.


