Subito sono scattate le sirene di allarme e l’area è stata evacuata. Fortunatamente, secondo quanto riportato dai sindacati, non si registrano feriti
Torna la tensione nello stabilimento siderurgico di Acciaierie d’Italia a Taranto. Nella mattinata di martedì 13 gennaio, nella zona dell’altoforno 2, si è verificata una fuga di gas. Subito sono scattate le sirene di allarme e l’area è stata evacuata. Fortunatamente, secondo quanto riportato dai sindacati, non si registrano feriti.
L’impianto attualmente è in manutenzione in attesa di tornare operativo.
Una prima segnalazione, secondo quanto riferisce la Uilm, è arrivata intorno alle 23.40. Sono scattate le procedure di sicurezza e i lavoratori che stavano svolgendo attività hanno indossato le maschere protettive il tempo necessario per consentire alla ditta incaricata di localizzare e bloccare la dispersione. Non c’è stato bisogno di evacuare l’area. Verso le 3 di notte si è verificato nuovamente il fenomeno e sono state seguite le stesse procedure. In mattinata l’azienda ha informato le organizzazioni sindacali.
I delegati Rls (responsabili sicurezza) di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto un incontro in merito alla “fuga di gas nei repaeti Ene e Dta”. Nella nota sottolineano che “considerata la natura inodore del gas, la situazione rappresenta un potenziale rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in quanto non immediatamente percepibile”.
Pur “apprezzando il celere intervento aziendale” in merito alle operazioni di ripristino, i sindacati chiedono una convocazione “per avere maggiori informazioni sull’accaduto e la garanzia che le attività lavorative proseguano solo in condizioni di piena sicurezza. La sicurezza dei lavoratori – osservano – deve rimanere una priorità assoluta”.
L’episodio arriva a poche ore dalla tragedia di lunedì 12 gennaio, quando l’operaio 47enne Claudio Salamida ha perso la vita in un incidente sul lavoro, gettando nuovamente nello sgomento l’intera fabbrica.
(ANSA)


