Appuntamento davanti al Palazzo di Città, in piazza Castello, per dare voce a chi non può parlare: ai malati, ai bambini, agli anziani
“Giù le mani da Taranto”. È il titolo del sit-in di protesta contro l’ex Ilva che gli attivisti dell’associazione Genitori Tarantini, del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti e del sindacato di base Lmo (Lavoratori meccanici organizzati), stanno organizzando per il 30 gennaio prossimo.
“Dalle ore 9, ancora una volta – annunciano in una nota – saremo davanti al Palazzo di Città, in piazza Castello, per rivendicare il diritto di autodeterminare il nostro presente e il futuro anche delle prossime generazioni, per dare voce a chi non può parlare: ai malati, ai bambini, ai nostri anziani”.
Sarà l’occasione, osserva l’associazione Genitori Tarantini, “per fare valere le nostre ragioni, dichiarare chiaramente di quali colpe si sono macchiati e continuano a macchiarsi istituzioni politiche e sindacati, in spregio della salute umana e dell’ambiente, per continuare a sostenere una produzione a caldo altamente inquinante e letale”.
Per gli attivisti si continua “deliberatamente a negare verità conclamate e a giocare con la vita dei tarantini e dei lavoratori come se si trattasse di una mano di poker. Le carte che hanno in mano – aggiungono – non danno alcuna combinazione valida, così possono solo bluffare. I tarantini, però, già da tempo hanno capito il loro gioco e non vogliono più essere giocatori passivi. Esiste, tra gli altri, un diritto fondamentale che deve valere anche per il nostro territorio: la salute”.
L’evento è annunciato attraverso un disegno del vignettista Leonardo Zaza che ritrae Palazzo di Città, i volti della premier Meloni, del presidente della Regione Puglia Decaro e dell’ex governatore Emiliano, del sindaco di Taranto Bitetti e cittadini che protestano con cartelloni che riportano le scritte ‘No ex Ilva’, ‘Stop ai voltafaccia’, ‘Basta veleni’, ‘I bambini di Taranto vogliono vivere’, ‘Giù le mani da Taranto’, ‘Vergogna’, ‘Lavoro sicuro e dignitoso’, ‘Salviamo la salute dei tarantini, ‘Chiudete il mostro’.
(ANSA)


