Nella regione pugliese, su 830 progetti approvati, solo 108 risultano conclusi, poco più del 13%. A Taranto, dei 33 progetti finanziati dal PNRR, soltanto quattro sono stati completati. Particolarmente critica la situazione del porto ionico, dove è stato concluso appena uno degli undici interventi previsti per il potenziamento delle infrastrutture
A otto mesi dalla conclusione del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la sezione regionale di controllo pugliese della Corte dei Conti lancia l’allarme. A far scattare l’attenzione è la relazione sullo stato di attuazione aggiornata al 30 giugno 2025.
A livello nazionale, come riportato da Il Sole24 Ore, comuni, città metropolitane e Province hanno impegnato il 70% delle risorse assegnate. Più contenuto il dato delle Regioni, dove il tasso di impegno si ferma al 43,7%. Nel complesso, emerge una dinamica caratterizzata da avanzamenti limitati e disomogenei, che rende necessaria una decisa accelerazione nel rispetto del cronoprogramma.
In Puglia, su 830 progetti approvati, solo 108 risultano conclusi, poco più del 13%. Tra i capoluoghi di provincia spiccano Bari e Foggia per il numero di interventi in corso, rispettivamente 45 e 43, ma con risultati ancora modesti sul fronte delle opere portate a termine: una sola a Bari e cinque a Foggia. A fronte di 1,89 miliardi di euro disponibili, risultano investiti appena 330 milioni, pari al 17,39%. Brindisi è il comune più avanzato sul fronte dei pagamenti, con il 55,07% della spesa effettuata, mentre Bitonto (4,92%), Barletta (5,34%) e Bari (8,83%) registrano i maggiori ritardi.
A Taranto, dei 33 progetti finanziati dal PNRR, soltanto quattro sono stati completati. Particolarmente critica la situazione del porto ionico, dove è stato concluso appena uno degli undici interventi previsti per il potenziamento delle infrastrutture.
Nel rapporto, i magistrati contabili segnalano l’inadeguatezza delle strutture delle amministrazioni locali, soprattutto sotto il profilo della dotazione di risorse umane, e le carenze organizzative a livello regionale, individuate nella sovrapposizione di competenze all’interno del Gabinetto del Presidente della Regione Puglia. Vengono inoltre evidenziate criticità organizzative, gestionali e finanziarie che hanno rallentato l’attuazione degli interventi, incidendo negativamente sulla capacità degli enti attuatori di assorbire in modo efficace i fondi disponibili.


