Pesa il risultato delle recenti Regionali. Il partito di Cesa – e Chiarelli – non ne indovina una. Alle Amministrative di Taranto. Nelle consultazioni pugliesi dello scorso mese di novembre
Cominciano a farsi sentire i primi effetti delle recenti elezioni Regionali per l’UDC. Dopo la mancata elezioni di Gianfranco Chiarelli, arrivato secondo alle spalle di Antonio Scalera, il partito perde pezzi. E pare avviarsi verso un deciso ridimensionamento. A Martina Franca, comune di appartenenza dello stesso Chiarelli, il consigliere comunale Mina Fumarulo ha lasciato il gruppo consiliare dello Scudocrociato. Si vocifera un suo imminente passaggio tra le fila di Forza Italia. Una fonte di CosmoPolis riferisce di musi lunghi, di distinguo sempre più netti, di prese di posizione che presto potrebbero ufficializzare altri cambi di casacca. L’UDC a Taranto, alle scorse amministrative, ha sostenuto il candidato sindaco Tacente. Scelta rivelatasi, poi, perdente.
Alle Regionali pugliesi, il partito dell’onorevole Lorenzo Cesa ha sottoscritto un accordo elettorale con Lega e Psi pur di superare la soglia di sbarramento fissata per legge. Qualcosa che ricordi certi matrimoni contratti dal Diavolo con l’acqua Santa. Gli elettori, alla fine, hanno premiato il candidato della Lega e affossato quello dell’Udc. Con il senatore Roberto Marti, ci viene raccontato, pazzo di gioia neanche il Lecce avesse segnato a San Siro contro il Milan all’ultimo minuto. Della serie: l’UDC non ne indovina una. Neanche per sbaglio. Partito: il verbo e non il nome comune di cosa. Il participio passato. Andato altrove. Allontanatosi.


