La Valutazione Ambientale, rilasciata dall’autorità competente, è la procedura obbligatoria che servirà a capire se il progetto presentato lo scorso ottobre possa, effettivamente, causare danni all’ambiente, alla salute e al territorio
Il Mase autorizza la VIA. Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha presentato, sul suo portale online, la presentazione per l’istanza di avvio della Valutazione di Impatto Ambientale sul Progetto Rigassificatore GNL da 12 mld, presentato lo scorso ottobre, dalla società dalla Terminale di rigassificazione GNL Taranto s.r.l.
Sostanzialmente, dopo aver ricevuto la documentazione completa, il Mase in qualità di Autorità competente oggi ha dato l’ok per intraprendere la Valutazione Ambientale. Quest’ultima si ricordi essere la procedura, obbligatoria, che servirà a capire se il progetto presentato lo scorso ottobre possa, effettivamente, causare danni all’ambiente, alla salute e al territorio. Le osservazioni ambientali possono essere avanzate da enti, singoli cittadini, associazioni o imprese, sia pubbliche sia private, e potranno essere inviate online (qui link https://va.mite.gov.it/itIT/ps/Procedure/InvioOsservazioni). Invece, le osservazioni relative agli aspetti della sicurezza, disciplinati dal D. Lgs.105/2015, dovranno essere inviate esclusivamente al Comitato Tecnico Regionale della Regione Puglia, con sede in Via Japigia 240, entro trenta giorni a decorrere da oggi, lunedì 2 febbraio.
Cosa prevede il progetto della Terminale di rigassificazione GNL Taranto s.r.l
L’intento della Terminale di rigassificazione GNL Taranto s.r.l, infatti, è di realizzare un rigassificatore GNL nell’area portuale di Taranto, Onshore, alla testa del molo polisettoriale. Il rigassificatore in questione, come si apprende dal documento ufficiale, dovrebbe “contribuire alla Decarbonizzazione dell’ex ILVA con una fornitura di gas naturale di 3,5 Mld/Smc/anno, in linea con il programma di Acciaierie d’Italia che prevede di produrre acciaio green con tecnologia a forni elettrici e carica con preridotto. La fornitura di gas naturale sarà garantita in modalità continua, sicura e a costo ridotto rispetto alla quotazione del gas naturale riportato su TTF della Borsa di Amsterdam”.
Nello specifico, l’impianto dovrebbe sorgere a 6,5 chilometri dal centro urbano, 3,5 dal deposito Agip e 1,5 dalla linea di costa, distanze che – a detta della società – garantirebbero la sicurezza per le persone e per le cose. Il Terminale di rigassificazione sarà connesso alla rete nazionale dei gasdotti nel punto di connessione di “Bellavista, situato nel retroporto il cui rapporto autorizzativo è stato avviato con SNAM. L’azienda, nel progetto presentato lo scorso ottobre, ha evidenziato che il terminale non comporterà emissioni in atmosfera, utilizzerà acqua di mare nel rispetto ambientale e non interferirà con le operazioni portuali. Ancora, nel progetto si legge che il Molo Polisettoriale “è già dotato di tutti i servizi di base: elettricità, acqua potabile, collegamento ferroviario, collegamento stradale.” per cui non è richiesta la realizzazione di ulteriori infrastrutture ai fini delle necessità del terminale. Dal punto di vista ambientale, invece, a seguito di una “recente ristrutturazione delle banchine, l’area del sito è stata già valutata dalla commissione VIA del MASE. Gli aspetti geologici e sismici, invece, sono già stati valutati positivamente alla realizzazione di infrastrutture nell’ambito dei progetti di Evergreen”. Nel documento viene spiegato che la realizzazione del terminale GNL di Taranto, con capacità di 12 Mld/Smc annui, consentirebbe di “incrementare significavamente la percentuale di fornitura di gas naturale tramite rigassificazione” e, quindi, di “ridurre la dipendenza della fornitura da gasdotti (e da rischio di interruzione fornitura per le ragioni sopra descritte)”. In particolare, la capacità di rigassificazione di 12 Mld/Smc annui del terminale consentirebbe sia di fornire gas naturale ad Acciaierie d’Italia in “maniera continuativa e a prezzo ridotto, secondo gli obiettivi del programma di decarbonizzazione, sia di garantire un maggiore apporto di gas alla Nazione al di fuori della fornitura da gasdotti” conclude il documento.


