di Emanuela Perrone
Taranto si riafferma protagonista nella grande musica: l’Accademia Filarmonica di Bologna premia un giovane talento tarantino
È un riconoscimento che parla di talento quello che l’Accademia Filarmonica di Bologna conferirà al tarantino Nàdir Garofalo. Giovedì 5 febbraio sarà insignito del titolo di Accademico ad honorem, un’onorificenza prestigiosissima, riservata a personalità di altissimo profilo artistico e culturale. Fondata nel 1666, l’Accademia Filarmonica ha accolto nel tempo giganti della storia della musica e della cultura come Mozart, Rossini, Verdi, Wagner, Puccini, Carducci e, in epoca più recente, Riccardo Muti. Entrare in questa “schiera”, significa essere riconosciuti come portatori di un contributo autentico alla musica. Per Garofalo, questo traguardo assume un valore ancora più profondo: è infatti il dodicesimo tarantino a ricevere il titolo dalla nascita dell’Accademia (l’ultimo fu nel 1933).
Direttore d’orchestra, compositore e docente, Nàdir Garofalo è già noto per aver fondato e diretto artisticamente l’Orchestra Sinfonica d’Este di Ferrara ed è ideatore del Festival Debussy, che ha fatto tappa anche a Taranto, creando un ponte culturale tra la sua città e importanti circuiti musicali nazionali. Attualmente sta inoltre seguendo un master in Sponsoring e Fundraising per Arte e Spettacolo al Teatro alla Scala, a testimonianza di una visione della musica che unisce creazione artistica e sostenibilità culturale.
La cerimonia si svolgerà alla presenza di Angela Petronelli, rappresentante del Fondatore, e di Piero Mioli, presidente dell’Accademia. «Mi sento molto piccolo rispetto a questa cosa», ha confidato. «È un grande onore e mi fa enormemente piacere. La vedo come un omaggio alla mia città».
Lasciare Taranto nel 2021 non è stato semplice per Nadir. «È stato difficile andare via», racconta, ricordando un periodo segnato anche dalla nascita del figlio e da una forte sensibilità verso le tematiche ambientali, che lo hanno visto impegnato in prima linea con Artisti Uniti per Taranto e Taranto, città Spartana. E proprio a Taranto, oggi, Garofalo guarda con rinnovata speranza: «Mi piacerebbe coinvolgerla in maniera sempre più importante nei miei prossimi progetti. Se potessi collaborare per il bene della città dal punto di vista culturale io ci sono, sono disponibile a fare la mia parte».
Il titolo di Accademico ad honorem sancisce così il percorso di un talento tarantino capace di dialogare con le più alte istituzioni musicali del mondo senza dimenticare le proprie radici. Un motivo di vanto per la città ionica, che attraverso Nàdir Garofalo torna a far sentire la propria voce in uno dei templi storici della musica europea.


