La nuova moda di quest’anno si chiama “diversamente democratico”. Compagni che sbagliano, per dirla con le parole di Massimo D’Alema. Ma pronti a fare rientro nella casa madre
Torna a casa, Lassie. Nella grande – e unita – famiglia del centrosinistra. Dalle parti del PD. Perché lontano dagli affetti, dai sentimenti autentici, dalle abitudini accarezzate dal tempo, non si può restare a lungo. Pena il deteriorarsi della memoria. Al Comune. In Provincia. La via del rientro è segnata, cerchiata in rosso sul calendario. Per Azzaro. Per Mancarelli. Per coloro che, alle scorse elezioni amministrative, tacendo avevano sposato la soluzione Tacente. E’ andata come sappiamo. La destra voleva perdere le elezioni e le ha perse. Il Centro voleva arrivare al ballottaggio, perché con il doppio turno non si sa mai cosa possa succedere.
Ma, a quasi otto mesi dal voto, con l’elezione avvenuta nel frattempo di Decaro in Regione, tergiversare ancora non ha più senso. Da quella parte sono politicamente morti. Avanzano (indietreggiando) con i cartonati di Giorgia Meloni, neanche si recassero in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Pompei. Da quest’altra parte sono vivi di potere, ma malaticci nel progetto. Nella proposizione visionaria. Gianni (Azzaro) fa il consigliere comunale. Continuerà a farlo, dovrà solo spostarsi di banco nella grande sala di Palazzo di Città. Avvicinarsi a Bitetti quel tanto che serve.
E Mancarelli? Qualcuno diceva che fosse interessato alla postazione di direttore generale in Provincia. Ma, per quel ruolo, è stata già nominato un dirigente interno all’ente di Via Anfiteatro nei giorni scorsi. Resterebbe fuori l’incarico di Capo di Gabinetto. Mancarelli con Palmisano, ci pensate? Inaugurerebbero la nuova moda di quest’anno: il diversamente democratico. Il PD ieri, oggi, e domani. Gli uomini sognano più il ritorno che la partenza.


