L’episodio è avvenuto presso l’istituto superiore Einaudi di Foggia. Serafini (Snals-Confsal): “Chi lavora nella scuola garantisce ogni giorno educazione, legalità e crescita civile. Lo Stato ha il dovere di proteggerlo. Episodi come questo non devono più accadere”
“Tornerò certamente a scuola, ma ora ho paura. Non mi sento ancora in grado di farlo”. È ancora scosso il docente di lingue e letteratura straniera dell’Istituto superiore Einaudi di Foggia, aggredito venerdì scorso in aula dal padre di una studentessa dopo averla rimproverata durante la lezione.
Secondo il racconto dell’insegnante, la ragazza aveva i piedi su una sedia davanti al banco. Invitata più volte ad assumere un comportamento composto, non avrebbe dato ascolto al richiamo. A quel punto il professore avrebbe spostato con il piede quello della studentessa. La giovane lo avrebbe accusato di averle dato un calcio, contattando immediatamente il padre.
“Dopo un quarto d’ora sento aprire la porta – ha raccontato il docente all’Ansa – entra quest’uomo, mi rivolge parole pesanti e mi sferra un ceffone che mi fa finire a terra. Poi fugge via portando con sé la figlia. Un collega mi ha aiutato a rialzarmi”.
L’episodio ha scosso l’intera comunità scolastica. Il dirigente dell’istituto, Lanfranco Barisano, ha annunciato l’attivazione di incontri con genitori e studenti e l’avvio delle procedure necessarie per tutelare i ragazzi, ancora turbati dall’accaduto. “Ai genitori vorrei dire che dovrebbero stare più dalla parte dei docenti – ha aggiunto l’insegnante – perché noi non torturiamo i loro figli, ma cerchiamo di migliorare la loro vita”.
Sul caso è intervenuta anche Elvira Serafini, segretario generale dello Snals-Confsal, parlando di “fatto gravissimo che colpisce non solo un docente, ma l’intera comunità scolastica”.
“Un insegnante è stato schiaffeggiato in classe, davanti ai suoi studenti, da un genitore che ha fatto irruzione nell’edificio: un atto inaccettabile, che conferma quanto da tempo denunciamo”. Il sindacato esprime solidarietà al docente, chiedendo maggiori tutele giuridiche per insegnanti, dirigenti e personale ATA, protocolli di sicurezza più efficaci per l’accesso agli istituti e un impegno concreto per ricostruire l’alleanza educativa tra scuola e famiglie.
“Chi lavora nella scuola garantisce ogni giorno educazione, legalità e crescita civile. – conclude Serafini – Lo Stato ha il dovere di proteggerlo. Episodi come quello di Foggia non devono più accadere”.


