L’associazione animalista contesta il trasferimento dal canile di Sava alla struttura gestita da Euro 2000, che ospiterebbe già circa 350 animali: “Superato il limite di legge di 200 cani, la struttura dovrebbe andare a esaurimento”. Inviata una PEC a Comune e ASL, informata anche la Regione Puglia
Si accende lo scontro sul trasferimento di 53 cani randagi di proprietà del Comune di Manduria verso il canile rifugio gestito da Euro 2000. L’operazione, prevista per il 28 febbraio 2026, è stata contestata dalla Lega Anti Vivisezione (LAV), che ha chiesto l’immediato annullamento del provvedimento al Comune e alla ASL veterinaria di Taranto.
La vicenda nasce dalla manifestazione di interesse pubblicata dal Comune di Manduria il 27 ottobre 2025 per “l’affidamento del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi (canile rifugio)”. In base a quanto previsto dal provvedimento, 53 cani attualmente ospitati nel canile rifugio di Sava avrebbero dovuto essere trasferiti nel canile di Manduria gestito dalla società Euro 2000.
Secondo la LAV, tuttavia, il trasferimento rischierebbe di aggravare una situazione già critica. Il canile in questione ospiterebbe infatti circa 350 cani, un numero che supererebbe ampiamente il limite massimo di 200 unità stabilito dalla Legge Regionale Puglia n. 2/2020, che all’articolo 7 comma 3 fissa proprio tale soglia per evitare condizioni di sovraffollamento. Lo stesso limite era già previsto in precedenza dalla Legge Regionale Puglia n. 26/2006.
Un principio ribadito anche dalla giurisprudenza amministrativa: un’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia – Sezione di Lecce del 2012 ha infatti definito il tetto dei 200 animali un “limite inderogabile posto per prevenire il sovraffollamento animale e le conseguenti problematiche igieniche”, posizione poi confermata dal Consiglio di Stato nel 2013.
A sollevare il caso è stata Rosj Savino, responsabile rapporti istituzionali per la LAV di Taranto. «Euro 2000, tramite comunicato stampa, ha dichiarato di aver ricevuto il benestare dalla ASL veterinaria di Taranto oltre che dal Comune di Manduria», afferma Savino. «Ci chiediamo come sia stato possibile, visto che la legge è molto chiara: i canili che all’entrata in vigore della legge regionale del 2020 avevano più di 200 cani devono andare ad esaurimento e rientrare nel limite, non certo continuare a superarlo».
L’associazione animalista ha quindi inviato una PEC formale a Comune e ASL chiedendo l’immediato annullamento del trasferimento. Della richiesta sono stati informati anche la Regione Puglia, il presidente Antonio Decaro e l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia.
«Continueremo a seguire la vicenda e a intraprendere tutte le azioni opportune», conclude Savino.


