Il sindacato denuncia carenze di personale, reparti sottodimensionati e mobilità interne poco chiare. “Operatori allo stremo e rischi per la qualità dell’assistenza”. Incontro con la dirigenza il 17 marzo
La Funzione Pubblica CGIL proclama lo stato di agitazione del personale dell’ASL di Taranto. Alla base della protesta, secondo il sindacato, vi sarebbero criticità strutturali denunciate da anni e rimaste senza risposte. “Alla base della protesta vi è qualcosa che negli anni abbiamo sempre denunciato, ricevendo in cambio solo rimpalli e silenzi”, afferma Cosimo Sardelli, segretario generale della FP CGIL.
Al centro della vertenza c’è la qualità dell’assistenza sanitaria ai cittadini, messa a rischio, secondo il sindacato, dal sottodimensionamento di presidi ospedalieri e reparti, in particolare per quanto riguarda operatori socio-sanitari e infermieri.
“È un’emergenza che si nasconde tra le pieghe di una pianta organica ufficiale già insufficiente, – aggiunge Sardelli – tra mobilità e incarichi assegnati senza bandi, e in un’organizzazione del lavoro che finisce per scaricare sull’ultimo anello della catena anche la gestione dell’emergenza delle liste d’attesa”.
Nel dettaglio interviene la segretaria provinciale della FP CGIL Taranto, Cristina Fama, che punta il dito contro la programmazione del fabbisogno di personale. “Il fabbisogno organico elaborato dall’ASL di Taranto è diventato il paravento dietro cui si nascondono responsabilità che producono operatori socio-sanitari e infermieri stremati a fine turno”. – Spiega – Accade che un solo OSS, nei turni notturni, debba occuparsi di pazienti appartenenti a più reparti. Una condizione che comporta inevitabili ritardi nell’assistenza, stress elevato e lo stesso stipendio a fine mese”.
Nella nota inviata al commissario straordinario dell’ASL, alla Prefettura e alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, il sindacato elenca alcune delle principali criticità.
Tra queste la situazione del reparto di Medicina dell’ospedale di Martina Franca, l’assenza di OSS nei turni notturni nel reparto di Chirurgia dello stesso presidio, il numero ritenuto insufficiente di operatori socio-sanitari nel blocco operatorio del SS. Annunziata di Taranto e le carenze segnalate negli ospedali di Grottaglie, Manduria e Castellaneta.
“Al Moscati la grave carenza di personale, soprattutto in alcuni reparti, rende difficili anche i trasporti secondari per effettuare esami diagnostici in altri presidi.” – Sottolinea Fama – “Eppure parliamo del polo oncologico di riferimento per l’intero territorio”.
Il sindacato denuncia inoltre un clima di incertezza organizzativa e procedure poco trasparenti nella mobilità interna del personale. “Si continua a spostare personale assegnandolo formalmente a strutture medico-amministrative dove, ad esempio, non è prevista la figura dell’infermiere, attribuendo incarichi e funzioni senza regolari avvisi interni. – Conclude Sardelli – “In questo modo non si penalizza soltanto il personale con titoli e competenze, ma anche la qualità e l’efficienza della sanità pubblica”.
In attesa dell’incontro con la dirigenza dell’ASL, fissato per il prossimo 17 marzo, la FP CGIL conferma lo stato di agitazione di tutto il personale.


