Nel corso dei lavori sono intervenuti Romano, magistrata che faceva parte del collegio di giudici che decise il giudizio di riesame del sequestro degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva nel 2012, Oliviero componente della segreteria nazionale della Cgil e Bucci Bucci, segretaria regionale della Cgil Puglia
La magistrata tarantina Alessandra Romano, che faceva parte del collegio di giudici che decise il giudizio di riesame del sequestro degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva nel 2012, ricorda che quella “decisione pesava sulle nostre coscienze, sulla nostra integrità e se noi non avessimo avuto la serenità di essere autonomi e indipendenti non avremmo avuto la forza di assumere le decisioni che assumemmo”. Lo ha detto intervenendo all’assemblea della Cgil ionica sulle ragioni del no al referendum sulla giustizia a cui ha partecipato anche il presidente del Comitato Nazionale per il No, Giovanni Bachelet. “La riforma – ha aggiunto la giudice di Taranto – è pensata solo nella dimensione del potere e non come giustizia, come servizio e le conseguenze, laddove dovesse passare, saranno inevitabilmente quelle di creare uno squilibrio tra potere esecutivo e potere giudiziario, a favore del primo. Inoltre, la regola del sorteggio per la nomina dei componenti togati del Consiglio superiore della Magistratura, che è l’organo di rilevanza costituzionale di autogoverno della magistratura, indebolirà inevitabilmente il nostro Csm che non sarà più un presidio pieno all’autonomia e all’indipendenza dei magistrati”.
Florindo Oliverio, componente della segreteria nazionale della Cgil, ha affermato che “la vicenda dell’Ilva mette in rilievo quello di cui stiamo parlando con questo referendum. Perché il referendum non è lo scontro tra due tifoserie, piuttosto una garanzia per tutti i diritti in campo, come nel caso dell’impresa siderugica tarantina in cui più diritti, anche costituzionali, confliggono”. Per Gigia Bucci, segretaria regionale della Cgil Puglia, “siamo in un clima di caccia alle streghe in cui si tenta di controllare istituzioni, poteri dello Stato, funzioni pubbliche, si tenta di controllare persino i cittadini con il ddl sicurezza e intimidire la partecipazione democratica e scegliere pertanto di fare questa assemblea dentro una scuola ha un grande valore”. (Fonte Ansa Puglia)


