di Emanuela Perrone
Eletto all’unanimità dall’assemblea provinciale, Spadafino raccoglie l’eredità di Leonardo Giangrande dopo oltre trent’anni di impegno nell’associazione. Tra le priorità del mandato il sostegno al commercio di vicinato, il rafforzamento delle delegazioni e una riconversione economica reale per Taranto
La guida di Confcommercio Taranto passa ufficialmente a Giuseppe Spadafino, eletto per acclamazione nuovo presidente provinciale dell’associazione che rappresenta le imprese del commercio, del turismo e dei servizi. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea provinciale riunitasi il 5 marzo, momento che ha sancito anche l’avvicendamento con il presidente uscente Leonardo Giangrande e il rinnovo dell’intero assetto direttivo, compresi il consiglio generale e gli organi di controllo. Per Spadafino si tratta dell’approdo naturale di un percorso associativo lungo oltre trent’anni, iniziato dal basso, tra le strade della città e le esigenze concrete dei commercianti. “Vivo la Confcommercio da più di trent’anni – racconta –. Sono partito con un comitato spontaneo di commercianti di via Emilia, Campania e Lucania. In Confcommercio ho trovato la forza, insieme a quel comitato, di realizzare attività importanti per il quartiere. Abbiamo dimostrato subito cosa si può fare quando si lavora uniti”. Da quella prima esperienza prese forma un progetto più ampio che portò alla nascita della grande zona commerciale Italia-Montegranaro, oggi diventata centro commerciale Liguria, dove continua a operare una delegazione attiva dell’associazione.
Da lì il percorso di Spadafino è proseguito all’interno degli organi associativi: prima presidente di delegazione, poi componente del consiglio e della giunta, fino al ruolo di vicepresidente e quindi vicepresidente vicario. “Questo cammino mi ha dato la possibilità di dialogare con i colleghi delle altre categorie e delle altre delegazioni – spiega – e di costruire un percorso di concretezza e fattibilità legato al mondo del sindacato del commercio, dei servizi e del turismo”. L’elezione alla presidenza, sottolinea, arriva “con grande umiltà” ma anche con la consapevolezza della responsabilità affidatagli. “All’unanimità mi è stato dato questo incarico che sento con grande abnegazione e che mi dà la forza di esprimere tutto il valore di un percorso trentennale”.
Nel raccogliere il testimone da Giangrande, con il quale ha condiviso quindici anni di lavoro gomito a gomito, Spadafino parla di una grande eredità fatta soprattutto di squadra e di metodo. “Abbiamo un patrimonio importante: una classe dirigente che sa lavorare insieme. In questa associazione vige la regola “uno per tutti, tutti per uno”. Ogni rappresentante si integra con gli altri in un processo di rete che ci porta a costruire qualcosa di buono”.
Tra le priorità del nuovo mandato c’è innanzitutto il rafforzamento delle delegazioni comunali e lo sviluppo dei distretti urbani del commercio, oltre alla costruzione di alleanze solide con le amministrazioni locali. Un lavoro, sottolinea, già avviato negli anni alla guida di Sistema Impresa, la struttura operativa dell’associazione. “Con il territorio bisogna dialogare e provare a invertire la tendenza facendoci rispettare ai tavoli istituzionali. Il nostro territorio merita più attenzione”. Nelle parole del nuovo presidente emerge con forza anche il tema della transizione economica di Taranto, a partire dalla questione dell’ex Ilva. “Ci sono questioni ataviche che sembrano non avere soluzione, come quella del siderurgico. La riconversione è in atto ma dobbiamo trasformarla da parole in fatti. Il primo obiettivo è rendere questa riconversione reale e diversificare un territorio che ha già una sua naturale propensione allo sviluppo, se solo si trovano gli strumenti giusti”.
A detta di Spadafino il contesto economico è complesso. “Lo stato generale delle imprese è difficile, drammatico soprattutto per il commercio di vicinato. È una situazione che mi preoccupa ma che proveremo a contrastare lavorando sui processi regionali e nazionali”. L’attenzione sarà rivolta anche ai rapporti con l’associazione nazionale, con l’intenzione di far comprendere le difficoltà specifiche del territorio ionico. “Proverò a scuotere la nostra organizzazione nazionale perché capisca che questo è uno dei territori più sofferenti, anche per la scarsa capacità di spesa”. In questo scenario un ruolo decisivo potrà essere giocato dalle risorse straordinarie destinate alla città, come quelle del Just Transition Fund, che secondo Spadafino dovranno diventare un’opportunità concreta per le imprese. “Abbiamo il dovere di incentivare le aziende ad attingere a queste risorse. – Dobbiamo ragionare in termini di soluzioni, basta con le emergenze. Dobbiamo tornare protagonisti e riacquisire dignità”. Una sfida che Spadafino definisce impegnativa ma necessaria. “È una grande responsabilità che sento tutta sulle mie spalle – conclude – ma con la modestia che mi deve distinguere e restando sempre tra i commercianti credo di poter fare del mio meglio”.


