Nel cuore di Manduria, all’interno dell’ecosistema agricolo autentico e stratificato di Tenute Blasi, prende vita Donblasi: un progetto che va ben oltre la produzione vinicola, configurandosi come una vera e propria ridefinizione del linguaggio del vino contemporaneo
Donblasi: a Manduria nasce una nuova visione del vino contemporanea. Nel cuore di Manduria, all’interno dell’ecosistema agricolo autentico e stratificato di Tenute Blasi, prende vita Donblasi: un progetto che va ben oltre la produzione vinicola, configurandosi come una vera e propria ridefinizione del linguaggio del vino contemporaneo.
Qui, dove la terra racconta secoli di storia attraverso cave e stratificazioni, si costruisce qualcosa di nuovo. Non sopra il territorio, ma dentro di esso. Non in contrapposizione, ma in dialogo. Donblasi si sviluppa come un confronto costante tra materia e visione, tra radici profonde e tensione verso ciò che ancora non esiste.
La cantina, incastonata nella cava, rappresenta il manifesto architettonico di questa filosofia. Vetro e ferro si integrano con il paesaggio senza imporsi, lasciando che sia la natura stessa a definire gli spazi. Una scelta che non è solo estetica, ma profondamente simbolica: trasparenza, autenticità, verità. Qui ogni fase è visibile, ogni processo è esposto, ogni elemento è reale.
L’intero ciclo produttivo è concepito come un sistema integrato, che accompagna il vino dalla vigna all’imbottigliamento. Le uve vengono lavorate in una struttura tecnologicamente avanzata, progettata per garantire precisione e controllo, senza mai perdere il legame con l’origine. La tecnologia non sostituisce la sensibilità, ma la amplifica.
A interpretare questo equilibrio è l’enologo Massimo Tripaldi, figura centrale del progetto. Cresciuto in una famiglia di viticoltori nel cuore del territorio del Primitivo, porta con sé una conoscenza concreta e diretta della terra. Il suo approccio è chiaro: accompagnare il vino, senza forzarlo, lasciando che vitigno e suolo si esprimano in modo autentico. Il risultato è una cifra stilistica coerente, precisa, riconoscibile vendemmia dopo vendemmia.
I vini Donblasi si collocano in una fascia alta, destinata a un mercato internazionale, consapevole ed esigente. Ma il progetto va oltre il prodotto: costruisce un vero e proprio sistema di significati. Ogni bottiglia diventa un oggetto materico, sintesi di design e sostanza, estetica e funzione. Il lusso, qui, non è ostentazione, ma coerenza. Un lusso che rifiuta la perfezione levigata per abbracciare la verità della materia, accettando le imperfezioni come segni distintivi di autenticità. Un linguaggio nuovo, essenziale e contemporaneo, che rompe con i codici statici del settore.
Questa visione si riflette anche nell’esperienza in cantina. Non una semplice degustazione, ma un percorso immersivo. I visitatori diventano parte attiva di un racconto che si sviluppa nello spazio: tunnel sotterranei, grotte, sale sensoriali. Ogni ambiente è pensato per stimolare percezioni diverse e creare una relazione intima con il vino. Le grotte, in particolare, diventano estensioni narrative delle etichette, luoghi in cui ogni vino trova il proprio contesto e la propria voce.
Anche i nomi delle bottiglie seguono questa direzione identitaria: derivano dal dialetto manduriano e recuperano un patrimonio culturale reinterpretato in chiave contemporanea. Jazzu (Primitivo Salento IGP), Amarieddu (Negroamaro Salento IGP) e il futuro Primitivo di Manduria DOP non sono semplici etichette, ma frammenti di territorio trasformati in segni.
La coerenza del progetto, dallo spazio al linguaggio, è guidata dal reparto marketing e hospitality coordinato da Marisa Lechi di Bagnolo, che traduce la visione aziendale in un’esperienza concreta e coinvolgente.
Alla base di tutto c’è Tenute Blasi: 130 ettari unificati che raccontano anni di investimenti, scelte e radicamento. Una storia legata alla famiglia Blasi e in particolare a Luigi Blasi, imprenditore che ha sviluppato un gruppo industriale internazionale nel settore delle macchine agricole, mantenendo sempre un legame profondo con la terra.
Su queste fondamenta si inserisce il percorso di Mirco Blasi. Dopo una formazione internazionale tra Boston e Milano, decide di tornare a Manduria per costruire un progetto con un’identità precisa. La sua visione è chiara: il vino non è solo prodotto, ma connessione, relazione, esperienza. Donblasi si muove così su una linea sottile tra tradizione e rottura, appartenenza e innovazione. Introduce un ritmo nuovo, una tensione contemporanea che attraversa ogni aspetto del brand. Non un punto di arrivo, ma una traiettoria in evoluzione.
Il debutto ufficiale avverrà in occasione di Vinitaly, a Verona, dal 12 al 15 aprile (Padiglione 11, stand H3). Non una semplice presenza fieristica, ma la prima manifestazione pubblica dell’identità Donblasi: uno spazio pensato come estensione del progetto, capace di trasformare pochi metri in un’esperienza viva e immersiva.


