Mattia Giorno, invece, consulente giuridico del presidente Decaro. Si tratterebbe del colpo d’ala di una politica cittadina piatta. L’accelerata inaspettata ad una legislatura che rischia di scivolare, mestamente, nell’anonimato. Nanni Moretti aveva predetto tutto ciò
Michele Emiliano assessore a Taranto. Magari vicesindaco. Al posto di Giorno che, secondo i maligni, poco si prende con Piero Bitetti. I due appaiono separati in casa, con una coabitazione a dir poco problematica. Neanche si trattasse della Quinta Repubblica Francese. Difficile da mandare giù – e reggere – per un’intera legislatura. Emiliano, dicevamo. Al diavolo il CSM con i suoi pronunciamenti post-referendari. Al diavolo Decaro e le consulenza giuridiche giuridicamente deboli. Al diavolo il sindaco del capoluogo di Regione, Leccese di Bari (nomen omen).
Uno e trino: muovi una pedina, ne porti a dama tre. E vinci largo, per tre a zero il derby di Puglia con i cugini baresi. Che goduria in tempi di magra calcistica! Non si tratta di provocazione, di ubriacatura pasquale. Della vena anarchica di un giornale ostile al pensiero omologante. Ma di ragionamento politico. Di scelta strategica. Dirompente perché non ordinaria.
Ad Emiliano, fossimo nei panni del sindaco di Taranto, affideremmo una delega di progetto. Alla stregua di un ministero senza portafoglio. In grado di rilanciare l’immagine della città sui tavoli romani, su quelli europei. Nei salotti buoni del capitalismo italiano. Nelle trasmissioni televisive all’ora di cena. In Consiglio regionale. Nel Parlamento. Gli chiederemmo di fare il tarantino dove i tarantini risultano non pervenuti. Di fare cose, di vedere gente, per dirla con le parole di Nanni Moretti. Con l’attuale giunta frequenti le scuole dell’obbligo, ma ti precludi le lezioni universitarie. Emiliano vicesindaco a Taranto; Giorno consulente giuridico del presidente Decaro. Sarebbero tutti felici. Tutti. Anche se non osano dirlo. Copriremmo l’imbarazzo. Senza profondità non vi è alcuna altezza. Forza, Piero Bitetti.


