Entrambe le sigle sindacali esprimono la propria vicinanza ai familiari della vittima; avanzata una proposta per una nuova iniziativa di legge
“Manifestiamo vicinanza e solidarietà alla famiglia della giovane vittima, mentre aspettiamo di conoscere le cause e l’esatta dinamica di questa ennesima tragedia che sconvolge la città, ritenendo improponibile, in questo come in altri casi analoghi, che si possa parlare di motivi accidentali o ancor peggio imprevedibili – dichiara Luigi Spinzi, segretario generale Cisl Taranto Brindisi con riferimento alla prima notizia della caduta di un palo, per il forte vento, sul giovane Di Ponzio, mentre operava con una gru nella manutenzione di un impianto di illuminazione pubblica. “In tema di salute e sicurezza sul lavoro continuiamo a misurarci con una vera e propria emergenza nazionale – prosegue Spinzi – che non può prescindere dalla necessità di un cambio di passo culturale generalizzato, né dalla pressante rivendicazione di più controlli, di più responsabilità aziendale, di più personale dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail, dello Spesal, delle Forze dell’Ordine e, in definitiva, dall’applicazione senza eccezioni di norme contrattuali e di leggi che pur esistono.” La Cisl Taranto Brindisi, conclude il segretario generale “continuerà a tenere alta l’attenzione, con le proprie Federazioni di categoria, su tutte le questioni legate al lavoro, a qualunque lavoro, da eseguire in sicurezza, esigendo prevenzione, formazione, informazione, come vie obbligate per non sottostare alla logica della fatalità ma per mostrare rispetto per la vita e per la dignità delle persone.”
Ancora, anche il segretario generale CGIL, Giovanni D’Arcangelo si unisce al cordoglio: “Non conosciamo bene le dinamiche dell’incidente mortale sul lavoro avvenuto al cimitero di Taranto questa mattina, e in cui ha perso la vita il giovane operaio Domenico Di Ponzio. Gli inquirenti, siamo certi, faranno approfondimenti e indagini. Noi sappiamo solo che è l’ennesima morte avvenuta nel sistema degli appalti, sappiamo che un altro uomo è uscito di casa per andare a lavoro e non è più tornato”.
Il segretario spiega che dal prossimo maggio inizieranno a raccogliere le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per qualificare e rendere più sicuro il lavoro: “Serve una cultura nuova in cui l’impresa sia impegnata quotidianamente nel mettere in sicurezza la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. La vita viene sempre prima di ogni cosa, morire così non è da paese civile e a quella famiglia che perde un suo caro, più che il cordoglio, vanno date risposte di civiltà, giustizia e verità” conclude D’Arcangelo.



