Uguale, simile al romanzo di Stendhal. La politica tarantina annulla le differenze tra sinistra e destra. Siamo al frullatore degli opportunismi. All’indistinto furbastro. Qualcuno salvi la soldatessa democrazia
A Taranto avanza – e si consolida – l’uguale tra i diversi. L’omologazione del molteplice. Come nel romanzo di Stendhal, “Il rosso e il nero” divengono un’unica opzione cromatica. Il daltonismo consociativo. La sinistra di governo, la destra all’opposizione, accomunate da un tacito accordo. Ripudiato il talento, si aprono le porte all’indistinto furbastro. Alle mance politiche del dopo elezioni. La sinistra dispensa incarichi diretti, promuove l’impresentabile, si rimangia la parola data, la destra resta muta. Non infierisce. Non fiata. Pur di non disturbare gli avversari-alleati, si eclissa. Cosi facendo però la democrazia s’inceppa, si ammala, nega sul nascere la propria funzione consustanziale: mantenere distinti i campi d’azione tra controllore e controllato.
Gli esempi a riprova di questo schema di gioco, di questo tatticismo esasperato senza gesto tecnico, sono diversi. A Roma c’è un governo di centrodestra. “Sport e Salute” è una società pubblica, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze suo socio unico. Ma, a Taranto, per i Giochi del Mediterraneo nomina due esponenti di centrosinistra. Si occuperanno di eventi senza che nessuno ravvisi, neanche lontanamente, tradimenti in atto. La Regione a guida centrosinistra non mantiene ancora le promesse fatte, cioè assegnare 4 milioni di euro per la manifestazione sportiva di agosto prossimo, ma il centrodestra non interroga. Non dibatte. Non incalza.
Il nero ecclesiale, il rosso politico, il frullatore degli opportunismi come nel romanzo di Stendhal. Bitetti: il sindaco di Taranto. Iaia: il deputato di Fratelli d’Italia. Dov’è la differenza? La CIStifellea di una politica baci e abbracci. Alla destra interessa restare all’opposizione: ieri, oggi, domani. Alla sinistra governare, strizzando l’occhio al familismo amorale. Più campo largo di così.


