Come nella scena finale del film Blade Runner, il PD ha visto – e ha lasciato intravedere – cose che voi umani non potreste immaginarvi. Da partito-guida della giunta Bitetti, gli eredi del PCI si sono ritirati sull’Aventino dei personalismi senza personalità. La profezia di Oscar Wilde
Più che un partito è un dedalo. Una nebulosa. Un ghirigoro. Segui la linea del PD e rischi d’inciampare. Di sconfinare nel rompicapo. Abbandonato il centralismo democratico, gli eredi del PCI accolgono il caos organizzato. Le divisioni correntizie di chi, al progetto, ha preferito il potere. La sua pratica smorta.
Gli staffisti al Comune. Quelli in Provincia. Le nomine di “Sport e Salute”. Gli ammiccamenti senza vergogna, ormai evidenti, tra destra e sinistra. Il ritorno del figliol prodigo Azzaro, candidato solo un anno fa con il centrodestra. In un’alleanza che contemplava la Lega dell’odiato Salvini. I silenzi sugli affidamenti diretti consumati a Palazzo di Città. Il sonno della ragione per l’assenza di un assessore alla Cultura in una città di quasi 200 mila abitanti. Il mutismo sui 4 milioni di euro che Decaro – e la Regione – hanno promesso ma non ancora assegnato a Taranto per i Giochi del Mediterraneo. Le scelte consumate per le Amministrative di maggio nel tarantino.
Il maggior partito del progressismo italiano ricorda il monologo finale del film Blade Runner: “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi (…)”. Non incide tanto che sieda all’opposizione (Melucci) quanto che si accomodi in maggioranza (Bitetti). Non rivendica per se stesso la responsabilità di forza strutturata, più organizzata. Non vive di scenari, ma di scenate. Fluttua al primo refolo di vento. La tattica abbonda, la strategia latita. Sono i limiti del PD a rendere ancora più evidenti i limiti della giunta Bitetti. Il partito che doveva fungere da guida, con la barra dritta, ritiratosi invece sull’Aventino dei personalismi senza personalità. “Adoro i partiti politici: sono gli unici luoghi rimasti dove la gente non parla di politica”. Diavolo di un Oscar Wilde.


