Il buongiorno notte del PD jonico. Il malcontento crescente tra i Dem verso il vicesindaco di Taranto. La nuova ideologia della sinistra di governo: gli affidamenti diretti
E’ il Giorno della marmotta nel PD. Il 2 febbraio di una stagione politica che non vuole passare. Perché, come recita la leggenda, l’ombra del grazioso roditore compare direttamente dalla sua tana. E ben visibile. L’inverno, quindi, continua. Perdura. Un inverno che attraversa – e rischia di paralizzare – il maggior partito della sinistra italiana. Forza di maggioranza al comune di Taranto. Espressione del vicesindaco: Giorno anch’egli di un buongiorno poco nitido. Un buongiorno notte, come recita la pellicola di Marco Bellocchio.
Che latita, si disperde all’imbrunire degli incarichi dispensati con la procedura della chiamata diretta. Con le promozioni veicolate nello Sport e Salute dei Giochi del Mediterraneo. Con la cultura, e il suo racconto in una città che non contempla un assessore alla Cultura, assegnata (e poi revocata) al volevamo stupirvi con effetti speciali. Promozioni ufficializzate di Giorno, ma tramate di notte.
Modalità, quelle ascrivibili al giovane – e scafato – Mattia che non sono piaciute al partito. O almeno: ad una parte dello stesso. Cresce il malcontento, nonostante le rassicurazioni d’ufficio della segretaria Filippetti. Si organizza la fronda interna. Dov’è la differenza rispetto al recente passato? E’ la nemesi di Melucci. La compensazione di una giustizia degli ultimi. Più democristiani che democratici, i nipotini di Berlinguer. Almeno i primi avevano, in taluni casi, la grazia del pensiero.


