Alla vigilia del concertone di domani, il direttore artistico insieme a Michele Riondino, Diodato e Valentina Petrini,del concertone di domani, afferma: “Qui si fa la lotta sociale. A Roma la passerella”
Roy Paci, trombettista e compositore oltre che produttore discografico originario di Augusta nell’ intervista rilasciata al quotidiano “Domani”, inizia con una riflessione sul valore sociale delle bande musicali dei paesi. La loro scomparsa è indice di fallimento e abbandono qui al sud.
“Non per volere scioccare i giovani, ma c’era musica alla Festa dei lavoratori prima dei “concertoni”. Le canzoni del maggio – contadine, popolari, dolenti – parlavano di paghe da fame, turni massacranti. sfruttamento, violenza. Prendevano di mira il padrone e la sua avidità.La musica delle bande dei cori amatoriali – afferma – saldava una coscienza di classe in chiave di Sol (dell’avvenire). Ricordarlo ha un valore politico, oggi che il legametra musica e battaglia civile è scivolato irrimediabilmente verso il marketing.”
Alla richiesta del giornalista di descrivere il Concerto del 1 maggio a Taranto giunto alla XIII edizione, è chiaro:
“Sarà un Primo Maggio ancora più incazzato. La Città può rinascere”
Il musicista ricorda che la musica dal palco di Taranto, non sarà messa in mostra ma sarà catalizzatore di un messaggio, un amplificatore di temi a cominciare dalla sofferenza che la città respira da anni.
In riferimento al concertone dei sindacati in piazza San Giovanni a Roma sottolinea: “Quello non è un Primo maggio. È un “festivalbar”, una passerella. Non ha più nulla della denuncia del Primo maggio. È un concerto che si potrebbe fare in qualsiasi altra data. Lasciamo stare“.
Il concerto del Primo Maggio a Taranto racconta anche di connessioni: la presenza di Francese Albanese e tanti altri, centra una delle funzioni dominanti della musica: la denuncia.
“Da Gino Strada – elenca – alle mamme della Terra dei fuochi, ogni denuncia civile ha avuto e ha ragione di esistere su quel palco.”
Taranto stessa per il musicista è uno dei grandi problemi presenti oggi. La necessità del cambio di sistema e il superamento del ricatto tra salute e lavoro deve essere superato.
Pensa a una Taranto senza industria che con le bonifiche e la valorizzazione delle risorse che il territorio offre, può dare lavoro ai lavoratori liberandoli dalla “politica del terrore”.
Alla domanda conclusiva del giornalista sul futuro dei suoi figli, eventualmente al sud,risponde:
“Mi auguro che vivano dove vogliono.
L’ importante è che ovunque si viva, si porti dentro di sé la propria casa, la propria visione, la propria etica. Le risposte per il futuro spesso risiedono nel passato. Anche il futuro di Taranto”.
credit foto profilo fb Roy Paci



