Il senso di Donato per la città dei due mari. L’utopia di Eduardo Galeano. E certi rapporti che vivono, si nutrono, soltanto in occasione delle campagne elettorali
E’ l’assessore regionale di riferimento per l’area tarantina, ma a Taranto non lo si vede quasi mai. Sarà l’accento martinese. Sarà un amore mai sbocciato con la città capoluogo. Sarà lo scirocco mediterraneo che bagna, umidifica i legami. E deteriora le appartenenze con certi luoghi. Sarà che la campagna elettorale è ormai andata, che i voti dei tarantini che dovevano arrivare sono comunque arrivati. Saranno le liste di attesa che proprio non si riescono a snellire. Sarà la sanità pugliese che il governo vorrebbe commissariare. Saranno tante cose prese assieme. Cambia poco alla fine.
Il senso di Donato Pentassuglia per la città dei due mari somiglia a certi paradossi matematici. Il teorema che non risolve il problema. Il numero è certo, presumibile, la logica che lo sottende un po’ meno. Cominciò con un padronato al quartiere Tamburi, Pentassuglia. Da allora, da almeno venticinque anni a questa parte, attraversa le istituzioni con la grevità di un modello 740. Consigliere provinciale. Consigliere regionale per un numero imprecisato di legislature. Assessore regionale: prima alla Sanità, poi all’Agricoltura, adesso di nuovo alla Sanità. L’unico insomma che sia riuscito a mettere d’accordo Vendola, Emiliano e Decaro in un colpo solo. La sinistra arcobaleno e la sinistra senza riforme dei nuovi riformisti. Un portento.
L’assessore tarantino, che a Taranto non si vede mai, è un caso di studio per le moderne scienze politiche. Come l’utopia di Eduardo Galeano – Cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare” – è un incontro rimandato. Spostato nel tempo. Dilatato nello spazio. Azzardiamo una previsione: per vederlo nuovamente da questa parti bisognerà aspettare la prossima campagna elettorale. Scommettete?


