I bambini a scuola con un cantiere non recintato. Documenti, verbali e fotografie provano che le criticità strutturali erano note già dall’11 marzo 2026. Tra le anomalie rilevate dall’RSPP: crepe ovunque, pavimenti ceduti, infiltrazioni, intonaci distaccati. E un cantiere aperto senza recinzione, con bambini a pochi metri. Un dettaglio gravissimo che rischia di avere pesanti risvolti anche sul piano della responsabilità
C’erano i documenti. C’erano le fotografie. C’erano le relazioni tecniche firmate e protocollate. Eppure per oltre un mese la scuola dell’infanzia “Rosa Agazzi” di Carosino ha continuato a ospitare bambini in un edificio segnalato come strutturalmente compromesso. Una vicenda che oggi – fanno sapere nella nota – getta ombre pesanti sull’operato dell’Amministrazione comunale e che potrebbe avere conseguenze anche sul piano delle responsabilità personali.
IL SOPRALLUOGO DELL’RSPP: UN QUADRO ALLARMANTE
L’undici marzo 2026 – ricordano – il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) dell’Istituto Comprensivo “A. Moro” mette nero su bianco una situazione che avrebbe dovuto far scattare l’immediata sospensione delle attività didattiche. La relazione, corredata da un ampio corredo fotografico, descrive uno scenario inquietante: crepe diffuse su pareti interne ed esterne, cedimenti dei pavimenti, infiltrazioni d’acqua, intonaci distaccati, infissi fuori asse, porte bloccate.
Ma c’è un elemento – sottolineano – che, tra tutti, colpisce per la sua gravità: l’RSPP ha rilevato la presenza di un’area di cantiere accessibile e priva di recinzione. Un cantiere aperto, senza transenne, senza segnaletica, senza alcuna barriera fisica a separarlo dagli spazi frequentati quotidianamente dai bambini. Una violazione flagrante delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e, ancor più, in un contesto scolastico. Chi aveva la responsabilità di garantire la messa in sicurezza di quell’area? Perché non lo ha fatto?
« Un cantiere aperto e non recintato all’interno di una scuola frequentata da bambini. Non è una svista: è una gravissima omissione che espone a precise responsabilità penali e civili. »
LA RISPOSTA DEL COMUNE: LENTA E INSUFFICIENTE
Il 19 marzo – otto giorni dopo il sopralluogo – il Comune riconosce formalmente il problema. Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici chiedono verifiche all’Ufficio Tecnico, citando esplicitamente i lavori di recente ristrutturazione come possibile causa delle anomalie. Un riconoscimento tardivo, che però non si traduce in alcun provvedimento immediato di tutela.
Il 24 marzo arriva la risposta del Settore Lavori Pubblici: il Comune non ha le competenze interne per valutare la situazione e bisogna nominare uno strutturista esterno. Un iter burocratico ancora in fase preparatoria. Nel frattempo, i bambini continuano ad andare a scuola.
14 APRILE: ARRIVANO I VIGILI DEL FUOCO
Solo il 14 aprile, con l’intervento dei Vigili del Fuoco chiamati per un segnalato dissesto statico, la situazione precipita. Il verbale parla chiaro: lesioni diffuse su gran parte delle murature, pavimenti e scale esterne fessurati. I pompieri raccomandano provvedimenti urgenti fino alla possibile sospensione dell’attività didattica. Quello che avrebbe dovuto accadere già a marzo.
LE DOMANDE CHE RESTANO SENZA RISPOSTA
La scuola – concludono – era stata ristrutturata di recente. Questo rende la vicenda ancora più inquietante. Chi ha progettato i lavori? Chi li ha diretti e supervisionati? Chi ha effettuato i collaudi strutturali? Chi ha firmato il certificato di regolare esecuzione? E, soprattutto, come mai un edificio appena rimesso a posto presenta già crepe diffuse, pavimenti ceduti e un cantiere abbandonato senza protezioni?
Per il movimento Altre Quote, da più parti accusato di strumentalizzare politicamente la vicenda, il punto è uno solo: “l’Amministrazione è arrivata sempre dopo, inseguendo l’emergenza invece di prevenirla.” Di fronte a prove documentali così solide, questa affermazione è difficile da contestare.
La domanda che i genitori degli alunni si pongono oggi è semplice e brutale: se i documenti c’erano già a marzo, perché si è aspettato che arrivassero i pompieri?



