La politica del cerbero. Regione. Comune. Provincia. Seguire le alleanze dei Cinque Stelle rischia di farti girare la testa. Di farti perdere aderenza con la realtà. La diarchia Turco-Angolano
In Regione con la maggioranza. Al Comune di Taranto all’opposizione. In Provincia, per le consultazioni del 14 giugno, a sostegno del presidente Palmisano. La strategia del cerbero. Non è un partito. Non è un Movimento. I Cinque Stelle sono l’epifania del probabile. La complessità ridotta a luna park populistico. Ambidestri dall’aria sinistra. Seguendo il loro zigzagare per le desolate lande della politica italiana, rischi di uscire fuori strada. Deragliando dalle dottrine politiche. Dal pensiero logico.
Loro sono così: da sempre. Governano con Salvini, approvando i decreti del ministro leghista sull’immigrazione e la sicurezza pubblica. Una misura da destra estrema. Da fascismo che torna, sotto mentite spoglie, a Palazzo Chigi. Governano con il Pd, nel secondo esecutivo Conte. Occupano il “campo largo” di una sinistra stretta, asfittica: ansiosa di potere, orfana del progetto. Ilva, dissalatore al fiume Tara, Giochi del Mediterraneo: il duo Turco-Angolano, un turco napoletano capitato a Taranto, cambia i giudizi a seconda del geo-localizzatore istituzionale. In Regione vale una cosa, al Comune un’altra, in Provincia un’altra ancora. La trilogia del possibile.
Sarà per questo che i sindaci di Crispiano e Ginosa, Lopomo e Parisi, Cinque Stelle della prima ora, condividano sempre meno la gestione del partito a Taranto (e in Puglia). Una diarchia di baci e abbracci. A Mottola, altra Amministrazione nata come grillina, alcuni consiglieri avrebbero offerto le proprie firme perchè la Lega potesse presentare la lista alle Provinciali. A riprova che certi amori leghisti a Cinque stelle possono anche raffreddarsi, ma non svanire del tutto. Chi fa da sé, fa per tre. Regione. Comune. Provincia. Con i Cinque Stelle non sai mai cosa potrà accadere. Le alleanze dalle porte girevoli.


