di Maria D’Urso
Intervista al consigliere comunale, Vincenzo Di Gregorio. “Sono uscito dalla chat di maggioranza perché si utilizza con troppa superficialità…”
Dopo vent’anni trascorsi nei circoli progressisti, ha deciso di cambiare strada. Verso un’azione (di nome e di fatto) più moderata e riformista. Per Vincenzo Di Gregorio, Piazza Municipio è un luogo che non ha segreti e affronta i problemi, a muso duro, assumendosene le conseguenze del caso. Sul primo anno dell’amministrazione Bitetti ci risponde senza filtri.
Consigliere Di Gregorio, a un anno dall’insediamento dell’amministrazione Bitetti qual è il giudizio sulla città?
“Sufficiente, perché si può e deve fare di più. Tuttavia, non si può ignorare il fatto che questa amministrazione, appena insediata, si sia trovata ad affrontare immediatamente tanti problemi: si pensi al “bubbone” dell’ex Ilva. Ancora, al bilancio che, com’è noto, presenta notevoli criticità e la concomitanza di numerosi cantieri che, inevitabilmente, paralizzano e spaventano la città tra le BRT (Bus Rapid Transit ndr.) e dei Giochi del Mediterraneo. Cantieri necessari e di ordinaria amministrazione. Mi auguro che, entrambi, possano concludersi nei tempi previsti e che possano giovare davvero alla comunità. Sul fronte BRT, sappiamo già che stanno emergendo alcune criticità man mano che il progetto prende forma, ma in questa fase non possiamo cambiare le carte in tavola”.
Che tipo di criticità?
“Ci siamo accorti di alcune criticità, soprattutto grazie alle segnalazioni di cittadini e commercianti. E mi riferisco a strade come Corso Italia, Via Mediterraneo, Via Lago d’Arvo e del Ponte Girevole”.
Cosa si può fare a tal proposito?
“In questo momento non è possibile intervenire perché il progetto è ancora in fase di realizzazione. Aspettiamo che venga completato e, una volta concluso, metteremo mano agli interventi necessari per risolvere le problematiche emerse”.
Tornando ai Giochi del Mediterraneo, invece, sono stati compiuti dei passi avanti?
“Sì, l’amministrazione comunale ha svolto un ruolo importante, di supporto, alla struttura commissariale. Ci siamo occupati, a esempio, dell’intervento sul campo di Talsano, realizzato con i fondi della struttura commissariale e stiamo ultimando il nuovo impianto polivalente di Paolo VI, che restituirà dignità a discipline forse meno popolari, come il football americano e il baseball. Insomma, queste strutture rappresenteranno un vero salto di qualità, a patto che vengano gestite nel migliore dei modi. Il turismo sportivo è una risorsa importante e credo che Taranto debba continuare a investire e a promuoverlo”.
C’è la volontà da parte della politica di investire su questi settori?
“Assolutamente sì. Sarebbe da pazzi non farlo. Sport e cultura sono investimenti che generano opportunità e sviluppo per il territorio. Poi sono del parere che se cambiasse la mentalità, di conseguenza, potrebbero migliorare le abitudini dei cittadini. Penso, a esempio, al problema dell’abbandono dei rifiuti: è una questione atavica, figlia di una malsana abitudine. La politica ha il compito anche di guidare i cittadini, ma non può farcela da sola, serve il contributo e il senso civico di tutti”.
Sul decoro urbano sembrerebbe siano stati compiuti pochi passi in avanti. Del Contratto di servizi si conosce qualcosa?
“Siamo un po’ in ritardo ed è inutile nasconderlo. I problemi vanno affrontati e raccontati ai cittadini per quello che sono, senza scappare”.
Le fa onore riconoscerlo.
“È un problema serio. Siamo in ritardo e il 31 luglio, attendiamo, che arrivino finalmente le carte. Stiamo parlando di un tema che riguarda un servizio essenziale per la città e non soltanto l’amministrazione comunale. Taranto deve cambiare, ma per farlo serve uno sforzo condiviso, perché su questioni come il decoro urbano e la gestione dei servizi è in gioco l’interesse di tutta la comunità”.
La sua azione amministrativa si è distinta per l’attenzione ai quartieri di Talsano, Lama e San Vito. Ogni inverno gli allagamenti tornano a creare disagi: si sta lavorando per risolvere queste criticità?
“Negli ultimi dieci anni sono stati compiuti interventi importanti sulla rete idrica e fognaria. Acquedotto Pugliese, insieme alla Regione Puglia, ha portato avanti un significativo piano di investimenti. Il problema della fogna bianca, però, persiste ed è enorme. Nel nostro territorio ci sono diversi punti critici, per la raccolta delle acque meteoriche: quando piove, gli allagamenti colpiscono non solo le abitazioni, ma anche le attività commerciali, che spesso diventano difficili da raggiungere. Per risolvere, definitivamente, questo problema servirebbe un investimento di circa 20 o 30 milioni di euro. Tuttavia, parliamo di problemi strutturali che, difficilmente, possono essere risolti nel breve periodo. Servirà tempo”.
Com’è il rapporto con la maggioranza e le opposizioni durante le commissioni consiliari?
“In Commissione si collabora. Al di là delle appartenenze politiche, sulle tematiche di interesse generale c’è un confronto costruttivo e spesso si riesce a fare un lavoro unitario, dimostrandolo anche in consiglio comunale. Credo che questo faccia bene alla città, perché quando si mettono al primo posto gli interessi di Taranto è più facile trovare punti di incontro. L’opposizione, invece, credo sia piuttosto frastagliata. Fratelli d’Italia mantiene una linea coerente e Forza Italia li segue. Mentre, il Movimento 5 Stelle ha assunto una posizione diversa: a mio avviso se hai un piede a Taranto e l’altro a Bari, segui dinamiche che vanno oltre il contesto cittadino. Per il resto, vedo uno schieramento che cambia atteggiamento a seconda dei giorni e delle circostanze, con alcuni esponenti che, su determinati provvedimenti, appaiono più vicini alla maggioranza che all’opposizione”.
È vero che ha abbandonato la chat della maggioranza?
“Sì. Credo che, e lo dico senza infamia, stiamo scontando una certa inesperienza: molti consiglieri sono alla prima esperienza amministrativa e questo, a volte, si percepisce. Ho deciso di uscire dalla chat perché spesso viene utilizzata con superficialità: c’è chi non risponde o non comprende che invece è uno strumento che dovrebbe velocizzare la gestione dei problemi. In questi giorni, a esempio, la chat avrebbe potuto essere utile per coordinarci rapidamente su questioni legate all’ex Amiu (Kyma Ambiente ndr.). Se, tuttavia, non funziona in questo modo, diventa inutile rimanervi!”
Dunque, riguarda meri aspetti organizzativi
“Esattamente. È uno strumento soprattutto logistico e operativo. Dal punto di vista politico, invece, i rapporti con tutti sono ottimi. Io non mi nascondo: sono una persona diretta e, quando c’è qualcosa da dire, la dico apertamente. Come in questo caso, che non ho digerito alcuni comportamenti”.
Lei è, ancora, senza un esponente in giunta.
“La scelta degli assessori è una prerogativa, esclusiva, del sindaco. Dopo i Giochi del Mediterraneo, vedremo quali saranno le sue valutazioni. Io resto convintamente in maggioranza, rappresentando un consenso importante: alle elezioni ho ottenuto oltre 4.200 preferenze, di cui il sindaco dovrà tener conto”.
Il sindaco Bitetti è stato recentemente contestato da alcuni cittadini e le ultime classifiche sul gradimento dei sindaci non gli sono favorevoli. Qual è il suo giudizio sul suo operato?
“Piero Bitetti è una persona che si sta impegnando tantissimo, direi 28 ore su 24. Stiamo attraversando un periodo in cui ci sono moltissime questioni da affrontare contemporaneamente. Da settembre capiremo se sarà possibile concentrarsi maggiormente sulla programmazione politica e sull’azione amministrativa. Credo, però, che sia fondamentale individuare le priorità: come ho già detto, cultura e turismo possono rappresentare due asset strategici per la città. Bisogna investire nei settori fondamentali e fare rete con le associazioni e con persone competenti, che abbiano davvero a cuore il bene di Taranto. Meno selfie e meno video, e più persone che vadano al sodo, lavorando concretamente per il futuro della città”.


