Si è svolta a Roma il primo incontro previsto dal Ministero del made in Italy e delle imprese nell’ ambito del Tavolo Taranto
Pubblichiamo la nota per intero:
In attesa che si faccia chiarezza sul futuro dell’ex ILVA, anche se questa mattina è emerso il chiaro orientamento del Governo di ritenere non realistica alcuna ipotesi di prosecuzione del ciclo integrale nello stabilimento siderurgico, nella data odierna si è tenuto il Tavolo Taranto sui progetti finalizzati alla reindustrializzazione del territorio ionico.
Convocato dal ministro del Made in Italy e delle Imprese, Adolfo Urso, l’incontro ha visto la partecipazione non solo delle Istituzioni locali, ma anche e soprattutto di imprese ed Associazioni datoriali, fra cui CONFAPI.
Rappresentata dal presidente Fabio Greco e dal direttore del Centro Studi, dott. Massimo Zito, la realtà associativa che conta come iscritte oltre 150 aziende operanti in più comparti economici ha presentato il suo Progetto Taranto, un articolato documento che ricomprende tutta una serie di diversificazioni e di interventi necessari per favorire lo sviluppo e la riqualificazione non solo delle attività economiche, ma anche della manodopera.
Fra le numerose proposte progettuali formulate, che tra l’altro sono state già consegnate lo scorso anno ad interlocutori politici nazionali e locali, si è passati ad illustrarne compiutamente quattro. La prima, nata grazie alla collaborazione con start up italiane, che hanno avviato una sperimentazione con l’Università degli Studi di Bari, è quella che fa riferimento all’utilizzo delle alghe coltivate in mare per la produzione di derivati che vanno dall’ambito alimentare fino a quello industriale (come sostituti dei PFAS all’interno dei materiali che richiedono particolari caratteristiche ritardanti).
Fra i progetti che potrebbero garantire potenziali maggiori sviluppi dal punto di vista occupazionale c’è sicuramente quello relativo alle nuove capacità produttive commerciali nella filiera mitilicola. Anche al fine di contrastare il radicato e sempre più dilagante fenomeno dell’abusivismo, CONFAPI è riuscita a creare una vera e propria rete di impresa composta da aziende che operano nel settore della mitilicoltura nel pieno rispetto delle norme. Lo scopo è quello di valorizzare il frutto di mare tarantino per eccellenza, che è la cozza nera, e di riproporre anche la produzione delle ostriche tanto che è stata già presentata una manifestazione d’interesse per poter disporre di un’area su cui realizzare, insieme all’Università, un centro di spedizione autonomo e un centro di ricerca per la tutela ed il rilancio dei nostri prodotti mitilicoli.
Un ulteriore progetto è quello che ruota intorno alla cantieristica navale. Ed è in questo contesto che si inserisce il recupero degli ex Cantieri Tosi, attualmente già acquisiti da un’azienda associata a CONFAPI, su cui si sta iniziando ad investire con la prospettiva di impiegare oltre 300 unità lavorative, anche se in questo momento è opportuno individuare un adeguato strumento di finanza per accompagnare queste realizzazioni, soprattutto a seguito del blocco in Puglia dei PIA e dei MiniPIA.
Già in occasione della giornata del Made in Italy, era stato presentato proprio al ministro Urso un progetto che prevede la realizzazione di dirigibili per il trasporto cargo.
Di due tipologie diverse, questi velivoli permettono il carico ed il trasporto diretto di materiali anche ingombranti dalle aree di produzione fino al sito di impiego. Quindi, ad esempio, si possono caricare pale eoliche dall’impianto di produzione per consegnarle anche nelle aree remote in cui saranno messe in opera. Va detto che le operazioni di trasporto potranno riguardare anche materiali di tipo sanitario e materiali di magazzino fino a 100 chili di peso.
Infine, il problema dell’occupazione e soprattutto della continuità produttiva delle aziende che oggi lavorano nel perimetro ex ILVA risiede nel fatto che non tutte le competenze possono essere riconvertite in altre attività. In questo senso, il Porto di Taranto attraverso il recupero della sua vocazione mercantile diviene strategico nel garantire la tenuta economica e sociale del territorio.
L’inserimento del Porto di Taranto nel corridoio IMEC e l’utilizzo della retroportualità per la produzione manufatturiera in Zona Franca Doganale (sul modello Tanger Med, in Marocco) e NO Tax Area sono elementi essenziali per il rilancio dell’area meridionale e ionica in particolare. Un rilancio che tuti auspicano possa realizzarsi in tempi non eccessivamente lunghi e sia in grado di contrastare una crisi industriale che a breve potrebbe mostrare effetti devastanti.


